Trasferirsi all’estero

Anche nel 2013  altri 140mila ( incremento del 3% )  connazionali hanno deciso di trasferirsi , portando a 4milioni 482mila il numero totale di italiani residenti all’estero. In un contesto generale statistico di segno meno, l’emigrazione nell’ultimo decennio sta invece producendo percentuali di crescita un po’ preoccupanti. L’avvocato , Giudice, scrittore e storico scozzese Alexander Fraser Tytler ( 1747- 1813) , per quanto riguarda il problema dell’espatrio , teorizzava l’esistenza di tre opzioni :

–        accettare passivamente il sistema;

–        non accettare il sistema e tentare di cambiarlo con violenza;

–        lasciare il sistema spostandosi in una società che si trova ad un punto migliore del proprio ciclo naturale.

La maggioranza delle persone sceglieranno la prima opzione, un numero molto ristretto ma rumoroso la seconda ed una piccola parte la terza,  con tempistiche che potranno essere affrettate, ponderate o rimandate fino al tempo in cui le cose non  sono davvero messe male.

Tornando all’oggi, la storia ci dirà se l’attuale emigrazione può considerarsi affrettata, ponderata oppure all’ultimo tuffo. Fatto sta che le Isole Canarie, Panama ed anche la Bulgaria sono i paesii in cui è maggiormente accresciuta la presenza di nostri connazionali.

L’emigrazione è un fenomeno che in prima  battuta i governi e l’opinione pubblica tendono ad ignorare. Solo quando  tale  manifestazione assume una certa rilevanza anche numerica e viene accompagnata anche dalla delocalizzazione di imprese da parte dei produttori, si inizia a considerare il problema. Con la speranza  che vengano almeno capite e corrette le cause,  quasi sempre economiche o politiche, che portano i cittadini a lasciare il proprio paese.

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