Perché il dirigente pubblico la passa sempre liscia?

E’ di questi giorni l’ennesimo scandalo dei furbetti del cartellino e, nonostante la gogna mediatica, il problema periodicamente torna fuori, come se la tentazione fosse davvero troppo difficile da controllare.

Se facciamo una ricerca su internet e su un motore di ricerca scriviamo “impiegati assenteisti”, si aprono pagine e pagine di cronaca riguardanti impiegati (nella stragrande maggioranza pubblici), sotto indagine, sotto processo o condannati per assenteismo ingiustificato dal luogo di lavoro. E tutto questo spesso ci viene raccontato anche in tv, con servizi molto particolareggiati, che fanno oltretutto tanto audience.

In ogni regione, in ogni provincia, in ogni ente, c’è o c’è stato qualcuno che ha sottratto ore di lavoro al servizio pubblico.

Per qualcuno era ed è quasi una prassi assentarsi senza giustificazione dai luoghi di lavoro, anche più volte nell’arco della stessa giornata. Ma spesso tale consuetudine prende la mano e da pochi minuti per una commissione, se tutto fila liscio, si arriva anche a passare intere giornate o settimane fuori all’ufficio, pur timbrando o facendo timbrare il cartellino di presenza a lavoro a qualche collega.

Ed alla fine chi viene “beccato” non sempre è licenziato e condannato per falsità e truffa ai danni dello Stato.

Fin qui niente di nuovo.

Il cappello ci è servito per introdurre un altro aspetto del problema, che invece raramente  viene sollevato.

 Se andiamo su internet e su un motore di ricerca qualunque ricerchiamo “dirigenti pubblici licenziati”, ci vengono proposti soprattutto testi di legislatura del lavoro ed interpretazione di testi, come se non ci fossero, o fossero talmente rari da non finire nelle prime pagine di ricerca, fatti o sentenze che riguardano la colpevolezza di dirigenti pubblici.

Se così è, cioè se i dipendenti pubblici nella quasi totalità dei casi non vengono indagati e condannati, la domanda viene spontanea: perché il dirigente pubblico che è responsabile della quantità, della qualità e dell’organizzazione del lavoro, anche di quegli impiegati assenteisti, non viene quasi mai chiamato in causa?

Ma quanti dirigenti sono stati licenziati perché non hanno vigilato ed organizzato il lavoro dei sottoposti, finiti poi negli scandali? Se avessero vigilato e bloccato sul nascere i furbetti, ci sarebbero stati tutti questi scandali?

E’ possibile che non si dica mai niente sui responsabili di quegli impiegati assenteisti?

Il dirigente pubblico, sia per lo stipendio che per il ruolo che ricopre,  direttamente o attraverso figure responsabili intermedie, deve essere in grado di monitorare l’andamento ed i risultati del suo settore e delle persone che lo compongono.

Altrimenti non può essere considerato all’altezza del compito assegnato e ben retribuito e quindi deve essere sostituito e licenziato. E’ semplice.

La burocrazia e ed i disservizi pubblici si combattono anche così.Il buonismo non paga. La coerenza e la rettitudine sì.

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