Per la Lombardia tante posizioni perse

Fino a febbraio 2020 la regione Lombardia era in vetta a quasi tutte le classifiche dell’efficienza nazionale, e considerava quasi il resto del paese una “palla al piede”, che gli impediva di raggiungere l’efficienza dei paesi del nord Europa.

Con la pandemia in due mesi tutto è cambiato. La mia immaginazione arriva a vedere la regione lombarda sotto forma di un “omino” che all’ultimo scalino della scala del successo, poggia i piedi male, perde l’equilibrio, comincia a rotolare giù, cerca di aggrapparsi, ma la sua discesa non si ferma, si rallenta solo un po’. E molti altri “omini” meno prestanti (le altre regioni) assistono al capitombolo, restando saldi al loro scalino o anzi qualcuno cerca pure di salirne uno.

Il disastro lombardo causato dalla gestione del coronavirus ha ribaltato molte prospettive.

La Regione con fatica è riuscita a rallentare gli elevati contagi e l’alta mortalità, facendo passare i propri cittadini agli occhi di tutta l’Italia e di buona parte del mondo, come veri e propri ”untori”, da tenere a debita distanza.

Ma oltre a ciò la Regione ha commesso parecchi altri errori strategici, come la gestione dei contagiati e dei bisognosi di assistenza, la gestione della Residenze Sanitarie Essistenziali, la realizzazione di un nuovo ospedale nei padiglioni della Fiera di Milano, che ancora oggi non sappiamo se serve o no e tanto altro.

La Regione Lombardia, la più organizzata, la più virtuosa, una vera e propria eccellenza anche da un punto di vista sanitario, ha prodotto tutto questo.

L’esperienza coronavirus per la Lombardia è stata devastante. Vediamo quanto tempo metterà l’”omino” lombardo a risalire la scala del successo; la dura esperienza vissuta speriamo abbia consigliato che nella nuova salita si usino delle corde di trattenuta ed ancoraggio.

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