Per altri così vicini, per noi così lontani

future2Come sarà il mondo nel 2050 ? Per esempio la Shell, multinazionale francese, sta già studiando i possibili scenari e le soluzioni alternative al petrolio, che secondo le previsioni, proprio nel 2050, non dovrebbe essere coinvolto nel mix energetico del futuro.  Come sarà il futuro in  Italia non c’è neppure da immaginarlo anche perché dobbiamo prima scommettere su  come sarà l’iva a ottobre 2013 e l’imu a dicembre 2013. Purtroppo le istituzioni italiane non riescono o non vogliono pensare a lungo termine, non riescono o non vogliono programmare uno sviluppo sostenibile per  il paese, con propositi comuni che realmente siano concretizzabili.  In Italia sia l’amministrazione pubblica che le principali aziende italiane non  hanno imparato ad usare metodicamente strumenti previsionali per sviluppare strategie forti. 

Soprattutto  sono stati trascurati investimenti a lungo termine in formazione, infrastrutture ed innovazione, che a breve termine comportano costi sul bilancio, ma nel lungo periodo portano  ad una crescita duratura

Qualcuno penserà : solo belle parole, ma qui c’è da pensare all’oggi , ai problemi irrisolti che ci lasciamo dietro che sono davvero tanti. Ma soltanto riuscendo ad applicare uno nuovo modo di pensare e di agire arriveremo a risultati che saranno tangibili non solo nel lungo termine ma anche e soprattutto nel breve periodo.

Perché pensare a lungo termine fa bene, esplorare futuri alternativi  possibili o auspicabili, non sapendo quale di essi diventerà realtà, creando metodi per visualizzare le probabilità, servirà  a creare informazioni utili per costruire delle strategie robuste fin da domani.

Senza visione e speranza nel futuro c’è un appiattimento generale ed un invecchiamento sociale  che purtroppo registriamo diffusamente nel nostro paese. Lo studio delle previsioni sociali che in Italia stenta a decollare, permetterebbe invece di gestire diversamente sia il presente che l’incertezza del futuro. Pochi professori italiani lavorano con costanza, da tempo,  agli studi del futuro ( futures studies),  ma i loro studi ed i loro testi solo marginalmente vengono considerati . Invece nel passaggio generazione che prima o poi dovrà avvenire nel nostro gruppo dirigente sia pubblico che privato, è auspicabile che  i futures studies diventino un riferimento importante che accompagnerà le decisione e gli indirizzi nella nostra società.futures 1

Ben diverso l’atteggiamento in Europa, dove centri di future studies sono attivi in molti stati tra cui risaltano Danimarca, Svezia, e soprattutto nel Regno Unito, dove il Governo è dotato anche di un ufficio per l’elaborazione di scenari previsionali di lungo periodo. Da qui gli approcci diversi ai problemi ed agli investimenti da effettuare  che anche se risultano a lungo termine,  sostanzialmente ricadono fin dall’ oggi sul buon governo del paese e sulle speranze e sulla mentalità dei cittadini. Nei paesi soprattutto nord europei si è infatti capito che con soluzioni improvvisate non si arriva molto lontano,  ma affermare il primato della politica con interessi strategici comuni in una prospettiva a lungo termine, porta a benefici tangibili che si prolungano poi  per diverse generazioni.

Ed allora cominciamo anche noi a pensare a lungo termine, esplorando futuri alternativi,  perché se per altri sono così vicini, per noi non possono più essere così lontani.

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