Pattume : rifiuti o risorsa ?

Ad ogni estate il suo pattume. Ammassi di rifiuti soprattutto al sud e sulle isole, un po’ al centro, meno al nord. Periodicamente in Italia il problema dei rifiuti, delle discariche, degli inceneritori, della raccolta differenziate, si ripropone con tonalità e luoghi diversi, anche se c’è da dire che fortunatamente sempre più Comuni hanno cambiato strategia e si sono responsabilizzati, avendo portato la gestione dei rifiuti ad alte percentuali di raccolta differenziata.

immagineQuesta estate, per esempio, sotto la luce dei riflettori abbiamo Roma, la capitale, che dovrebbe essere il simbolo italico.

Il vero problema è quello che gli ammassi di pattume anche a non volerli vedere, come spesso facciamo per tante altre cose, perché giriamo la testa dall’altra parte, si sentono, perché mandano quell’odore, che in estate viene per giunta amplificato.

E non solo. Anche quando dopo un po’ di pena, i rifiuti vengono rimossi, la puzza resta ancora per giorni, se non viene fatta una efficacie e pronta disinfestazione.

Una gestione corretta dei rifiuti come ben sappiamo è di difficile da organizzazione, a volte molto onerosa, soprattutto se il Comune decide di passare ad una raccolta differenziata porta a porta. Anche se fondamentale è l’impegno del cittadino che deve partecipare attivamente alla buona riuscita del progetto.Questo non va dimenticato !

Ma una corretta gestione dei rifiuti non è poi così impossibile, anche perché oggi gli esempi sparsi per il mondo si sprecano.

Così anche noi vogliamo presentarne uno, neanche dei più semplici,  perché possa essere da spunto alle tante difficoltà di molte città del nostro territorio.

Come già detto più volte nei precedenti articoli, Israele è uno stato controverso, ma in molti campi, soprattutto in quello tecnologico e dell’innovazione, è all’avanguardia, spesso in cima alle classifiche. Ed allora andiamo a scuriosare dentro il pattume di Tel Aviv.

imagesL’’azienda che si occupa, proprio nella capitale dello smaltimento dei rifiuti si chiama ESC. E’ un’azienda pubblica, che gestisce rifiuti per circa 3,5 milioni di abitanti. Un numero ragguardevole di cittadini.

La prima notizia, che ci fa quasi sobbalzare, è quella che la raccolta dei rifiuti avviene in maniera indifferenziata, tutta assieme, cioè in forma contraria rispetto alle direttive ed all’educazione che in Europa si sta cercando di dare alle popolazioni.

E questo come può essere possibile? Tutto è nato agli inizi degli anni 90’, quando le istituzioni locali si posero finalmente il problema di stoppare non solo la crescita, ma anche di smantellare quella montagna di rifiuti, nella periferia della città che ormai era alta oltre 60 metri in un’aria di circa 450 mila metri quadri.

A quel momento il problema impellente era quello di cercare, innanzitutto, di separare i materiali.

Così gli israeliani hanno fatto di necessità virtù, progettando un sistema che riesce non solo a separare tutti i materiali, recuperando e riciclando quanto possibile, ma anche arrivando ad ottenere con i materiali non recuperati, fertilizzanti, metano, biogas, energia elettrica.

L’impianto ideato, in soldoni, funziona così. Si getta tutta la spazzatura raccolta in maniera indifferenziata in una gigantesca vasca, piena di acqua.

I materiali leggeri inseriti , come la plastica, la carta e il cartone, le bottiglie di vetro o le lampadine, cominciano a galleggiare e vengono separati da quelli pesanti, come i metalli, che si depositano sul fondo e sono recuperati per essere riciclati.

A quel punto restano nell’acqua soltanto  i rifiuti organici che passano in una serie di altre vasche dove appositi filtri separano il materiale dall’acqua, che ormai depurata, ritorna nella vasca iniziale o, quella in eccesso, viene utilizzata per irrigare i campi.

I materiali organici rimasti vengono utilizzati come fertilizzanti e ch’ pure un silos dove l’immondizia viene portata a 800 gradi per far produrre una miscela di gas che servirà per alimentare il sistema o per produrre corrente elettrica per l’esterno.

Così la montagna di rifiuti presente negli anni ’90 è sparita e la zona a breve diventerà un enorme parco pubblico del paese.

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Ma non solo. La raccolta dei rifiuti non comporta grossi impegni finanziari, di strutture e di personale,  visto che è indifferenziata, come pure il processo di trasformazione, essendo basato su flussi idrici non inquina, è economico e non presenta problemi di collocazione.

Insomma, se si desidera infinitamente una cosa e si lotta in ogni modo per ottenerla alla fine si riuscirà nell’intento ed il detto – volere è potere – mai come in questo esempio risulta appropriato.

Così anche noi, nel nostro paese, dovremmo avere qualche speranza di ottenere ciò che desideriamo, anche e soprattutto nell’ambito dei rifiuti.

 

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