Parole e politica

Nanni Moretti… e non solo affermava che le parole sono importanti. Negli ultimi anni tra i tanti problemi c’è anche quello che spesso, dalle stanze che contano, soprattutto da quelle della politica,  escono all’esterno  troppe parole ed inoltre,  di una parte di esse,  chi le diffonde , non sempre ne conosce appieno il vero significato.

A proposito di parole, il posto per eccellenza dove vengono usate le parole è il Parlamento. Il significato di Parlamento per l’appunto è rappresentato dall’atto o il fatto di parlare .

Tanto si è scritto e si scrive sulla parola attorno alla politica. Volumi che offrono spunti per ogni gusto : la comunicazione politica nell’era dei social media, la politica che parla chiaro ,la politica e la storia a colpi di slogan, la politica senza mediazioni, la comunicazione politica più efficace; la forza di una lingua unitaria, l’intervista , gli insulti in politica, il turpiloquio.

Politica

Se prima si cercava di parlare in pubblico meglio di … come si mangiava, oggi quasi quasi ci  si vanta di usare un linguaggio uguale o peggio di come si mangia ( è sottointeso che non si mangia poi molto bene ).

Saranno cambiate le forme comunicative ( le nuove soprattutto sono quelle  via web e nei talk show ), ma la lingua di un certo carisma, utilizzata un tempo, pare sia venuta meno. Ora troviamo soprattutto un linguaggio popolare, che alla fine tende a sfociare sempre più spesso  in concitati diverbi. Così, alla fine, il linguaggio si trasforma da colto a povero e soprattutto debole.

Troppe frasi vanno dietro alla suggestione del momento, all’emozione dell’evento. Il giusto distacco dal carico emozionale,  un po’ per scelta, un po’ per ignoranza, pare sia venuto meno.

Da tempo siamo alla ricerca del buon governo, non solo nei fatti , ma oggi anche nelle parole. E’ il momento di smetterla con il fascino per i termini. La lingua della politica ho veramente superato ogni limite, inventando o riesumando parole . Le parole possono essere uno strumento molto potente, mai innocuo.

E’ dunque il caso in questo momento storico, che la buona prosa, si distingua da quella cattiva, oltre che per i contenuti espressi, anche per un governo delle parole che poi sia realmente trasformato in fatti , a servizio di un popolo e di una nazione, che oggi è davvero in grossa difficoltà.

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