Palmaria: la natura come regina assoluta; ma sopravviverà?

Questa stagione invernale che di inverno ha forse poco, è caratterizzata dalle tante burrasche, metereologiche e non, che giornalmente nel mondo piovono addosso a qualcuno e che appena accadute, con le moderne tecnologie, diventano di dominio pubblico.

Ed allora una domenica di gennaio di bel tempo, quasi per resettare, mi sono deciso nel ritornare a visitare l’isola di Palmaria, nella riviera ligure di Levante, più volte attraversata con gli amici, da giovane.

Dopo aver parcheggiato gratuitamente l’auto nella rimessa auto più distante, sulla sommità di Portovenere, sono giunto a piedi al moletto dove ho atteso l’imbarco, avvenuto poi su un barchino da una decina di posti, gestito dalla cooperativa che effettua i trasferimenti che in pochi minuti trasportano i turisti da Portovenere a Palmaria e viceversa.

Sarà stata la giornata perfetta (clima mite, nitida, senza vento, in assenza di nuvole), sarà stato il fatto che sull’isola eravamo in pochi intimi, ma davvero ho avuto l’impressione di essere arrivato in un’oasi, in mezzo al deserto, che nel nostro caso è il mondo, lontano dal caos, lontano da tutto e da tutti. Eppure ero ad “un tiro di schioppo” dalla terra ferma, dalle auto, dal turismo di massa,dai problemi. Ma d’incanto, arrivato sull’isola, mi è sembrato di essermi infilato in una cupola trasparente, ben isolata dall’esterno, all’interno della quale, la natura era la regina assoluta.

Nell’aridità dei deserti del mondo una delle ultime “terre vergini” della costa ligure è dunque l’Isola di Palmaria.

Quella giornata è stata come un sogno, che dura ancora oggi ripensandoci e riguardando le foto.

Per un momento è stato come abbandonare le proprie sicurezze o insicurezze e cominciare una vita nuova, veramente libero. Non ci sono macchine, via via si incontrano degli animali, ad ogni angolo uno scorcio paesaggistico ed ambientale unico, ed i vari sentieri ti permettono in tre ore e mezzo di visitarla quasi tutta.

Ma da pochi mesi gli immobili della Marina presenti sull’isola sono passati al comune di Portovenere, che a questo punto dovrà decidere come gestirli e gli scopi a cui destinare l’isola.

Alla politica dunque un arduo compito, anche perché troppe volte i nostri amministratori si sono rivelati impreparati nel prendere decisioni così importanti.

Resterà un paradiso naturale, oppure diventerà una piccola Capri, o altro ancora un’isola divisa a metà tra ricettività e natura?

Nessuno lo sa, bisogna vigilare perché l’isola della Palmaria, da lontano può non sembrare, ma è davvero ancora una meravigliosa perla del Mediterraneo.

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