Inglese & informatica, due saperi per il futuro

Qualunque siano le figure ricercate (ambito tecnico, legale, amministrativo, sociale ecc.)  le aziende al passo con i tempi e con orizzonte anche oltre confine, includono, quasi sempre, nelle offerte di lavoro, le seguenti richieste:

…inoltre, sono necessarie ottime competenze informatiche e la conoscenza fluente della lingua inglese e di almeno un’altra lingua…

… devono conoscere bene la lingua inglese e quella tedesca, e avere dimestichezza con Office ed Excel…

… si richiedono ottima conoscenza degli strumenti informatici e buon Inglese…

Inglese ed informatica: queste sono senza dubbio le fondamenta di un bagaglio professionale che è sempre più ricercato nel mercato del lavoro. Avere una buona conoscenza della lingua inglese e dell’informatica permetterebbe a tanti di non solo di trovare un posto di lavoro, ma alla fine anche di poter scegliere tra diverse opportunità di impiego.

Questa oltre ad essere una constatazione è anche un appello forte e chiaro che rivolgiamo a tutti i ragazzi delle scuole, ai giovani universitari, a chi ha appena concluso gli studi, a chi è senza lavoro e deve trovare soluzioni per rimettersi in gioco, a chi vuol migliorare la propria vita professionale.

Ed è un appello anche al mondo della scuola, che relega troppo spesso tali materie come secondarie, quando l’ambito lavorativo le considerare ormai fondamentali. E siamo certi che ci sarebbe fin da subito il consenso dei ragazzi, anche perché è ampiamente dimostrato che servono a tante cose.

Ma nella scuola, anche se ultimamente si sta tentando, con alterne fortune, di sburocratizzare un po’, non sempre ci sono i laboratori con i pc per tutti, non sempre c’è una linea internet adeguata, che permette di lavorare senza intoppi o perdite di tempo, non sempre ci sono insegnanti sia di informatica che di lingua (soprattutto madrelingua) in grado di trasmettere quella marcia in più ai ragazzi. Ma è necessario trovare rimedio, perché ciò è possibile; quanto manca per essere al passo con i tempi non è poi così lontano. Molto spesso basterebbe soltanto guardare le cose da un’ottica diversa, quella più vicina al mondo del lavoro, ed adeguarsi di conseguenza. 

Così dopo aver constatato giorno dopo giorno, da tante fonti, che l’inglese e l’informatica sono diventati  elementi del bagaglio professionale quasi indispensabili, riteniamo molto importante specializzarsi in questi due ambiti, soprattutto costruendo una base solida, che nel tempo poi potrà essere migliorata, man mano che l’attività o la specializzazione acquisita lo renderà necessario.

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Ancora insieme, per forza, nei palinsesti Rai

Suggestioni ed emozioni (fino a provocare commozione tra gli spettatori in collegamento o a casa), come pure un po’ di rischio e di azzardo nel voler enfatizzare i drammi, nella ricerca di una fortuna da vincere senza alcuna strategia, nelle poche speranze rimaste per uscire dalla disgrazia.

Entrambi programmi tv, possono alternare le stesse emozioni, anche se si presentano al pubblico come diametralmente opposti.

Uno continua ad esserci dal 1996, periodicamente, generalmente in seconda serata, nei casi di eventi eccezionali in prima serata, all’improvviso, sopprimendo altri programmi; l’altro in onda dall’ottobre 2003, subito dopo il Tg, solito tram-tram, tutte le sere.

Uno, condotto da sempre da Bruno Vespa, salotto televisivo tra i più ambiti dai potenti, spesso ribattezzata la “terza Camera” del Parlamento; diverse volte oggetto di pesanti polemiche dall’opinione pubblica, come recentemente nel caso in cui è stata lanciata pure su Change.org una petizione per chiederne la chiusura, dopo la decisione di ospitare anche il figlio del boss Riina, per promuovere il libro sulla famiglia.

L’altro, dove si alternano vari conduttori, presenta un gioco che stimola l’azzardo, che conduce alla ricerca di un fortuna da vincere, senza alcuna strategia e senza la necessità di utilizzare la propria intelligenza od il bagaglio culturale posseduto, un gioco deprimente, quasi demenziale, che mette i concorrenti di fronte alla ricerca del pacco in denaro più sostanzioso, tra venti scatole che rappresentano le regioni italiane; è stato al centro di molte denunce ( Codacons, Striscia la notizia ) sia per il messaggio che lancia che per le ipotesi che spesso venga pilotato per aumentarne l’ascolto.

Ancora insieme per forza nei palinsesti Rai. Per “Porta a Porta” ed “Affari tuoi” speriamo non si debba ricorrere ad un nuovo referendum (con ulteriore aggravio di spese pubbliche)  per riuscire ad abrogarli …  

 

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Chi votereste oggi alle politiche?

Vogliamo anticipare un poco i tempi, preparandoci alle elezioni, parlando fin da ora dei partiti, anche perché prima o poi si tornerà a votare. Ad oggi in Parlamento, alla Camera dei Deputati, sono presenti questi gruppi o partiti politici (al Senato c’è qualche raggruppamento un po’ differente, ma la sostanza non muta):

  • AREA POPOLARE-NCD-CENTRISTI PER L’ITALIA: Alfano, Lupi, Casini, Lorenzin…
  • CIVICI E INNOVATORI: non ci sono nomi di rilievo nel panorama politico
  • DEMOCRAZIA SOLIDALE – CENTRO DEMOCRATICO: il solo Bruno Tabacci è conosciuto a livello nazionale
  • FORZA ITALIA – IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – BERLUSCONI PRESIDENTE
  • FRATELLI D’ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE: La Russa e Meloni ….
  • LEGA NORD E AUTONOMIE – LEGA DEI POPOLI – NOI CON SALVINI
  • MOVIMENTO 5 STELLE
  • PARTITO DEMOCRATICO
  • SCELTA CIVICA-ALA PER LA COSTITUENTE LIBERALE E POPOLARE-MAIE: Verdini, Romano, la sportiva Vezzali, Zanetti ex sottosegretario…
  • SINISTRA ITALIANA – SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’: Laura Boldrini, Vendola, Fassina…
  • MISTO: otto piccoli partiti che appartengono al gruppo misto della Camera

Siccome tutti pensano che per sciogliere le Camere al più tardi si arriverà a settembre 2017 (attesa che servirà per cercare di fare una legge elettorale omogenea tra i due rami del Parlamento ma anche per far maturare la pensione a quanti sono alla prima legislatura), vi siete mai posti il problema di come affrontare il  voto?

Negli ultimi anni sta crescendo il numero di quanti non riescono più a prendere posizione, di quanti arrivano al giorno del voto senza un’idea chiara ( un po’ per la poca partecipazione ed il disinteresse generale, un po’ perché questa politica  oltre che confondere fa passare anche la voglia di essere cittadini attivi); allora crediamo giusto rifarsi per tempo, almeno per iniziare a seguire con maggiore attenzione gli eventi e le decisioni politiche dei movimenti, soprattutto in questa fase che precede la campagna elettorale, perché durante la stessa campagna elettorale,  l’attività dei politici è  paragonabile più che altro ad uno show mediatico, raramente calato nella realtà.

Cominciamo ad osservare i principali gruppi da diverse angolature.

Innanzitutto, ad un profano della politica, sembrerebbe naturale raggruppare tutti i movimenti centristi 

  • AREA POPOLARE-NCD-CENTRISTI PER L’ITALIA:
  • CIVICI E INNOVATORI:
  • DEMOCRAZIA SOLIDALE – CENTRO DEMOCRATICO:
  • SCELTA CIVICA-ALA PER LA COSTITUENTE LIBERALE E POPOLARE-MAIE
  • Come pure una parte del gruppo MISTO

in un unico partito. Ed invece no, sono spaccati tra di loro, ma non solo. Tra Camera e Senato ci sono ulteriori distinzioni, come pure all’interno degli stessi movimenti ci sono correnti che vorrebbero stringere alleanze con altri partiti, chi più a destra e chi più a sinistra. I loro rappresentati sono soprattutto ex UDC, ex NCD, ex Scelta Civica, ex Forza Italia, ex Alleanza Nazionale, ex Margherita ed alcuni durante la stessa legislatura cambiano casacca, anche più di una volta, a seconda di come tira il vento. Essendo tutti di estrazione centrista , diventa veramente difficile riconoscerli ed assegnarli al gruppo di effettiva appartenenza. Alle prossime elezioni, rinunciando a pretese, spesso assurde, se non si chiariranno e fonderanno in un unico partito, organizzando un programma chiaro, fatto di pochi punti, che possano essere “afferrati” anche dai cittadini meno attenti al contesto politico, potrebbero, in molti casi, non entrare neppure in Parlamento.

  • FORZA ITALIA – IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – BERLUSCONI PRESIDENTE
  • FRATELLI D’ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE

Li ho riuniti assieme anche perché in Fratelli d’Italia c’è una fetta importante di ex Forza Italia, come pure Alleanza Nazionale è stato per diverso tempo il principale alleato di Forza Italia.

Che dire. Partiamo da Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente. I problemi giudiziari e di salute di Berlusconi, gli anni che passano anche per l’ex Cavaliere, le difficoltà di strategia industriale e le necessità finanziarie delle società di famiglia e del partito, hanno portato la forza politica, che tanto aveva fatto sperare milioni di persone, a ridursi ai minimi termini. Dipendenti licenziati, circoli abbandonati, fuoriuscite di personaggi di un certo rilievo. Tutto ruota ancora attorno a Berlusconi, che bene o male riesce a fare ancora il bello ed il cattivo tempo, spesso mandando in avanscoperta volti semi-nuovi che poi frettolosamente vengono richiamati e “bruciati” ancora prima dell’inizio dei giochi (si veda ultimamente Parisi). Troppo poco per un partito che aveva ottenuto in passato grandi numeri e che oggi avrebbe necessità di ricostituirsi dietro un vero programma politico condiviso da una classe dirigente che ancora non può dir la sua, e che oltretutto si sta muovendo sul territorio senza una linea politica nazionale chiara ed uniformata.

Per Fratelli D’Italia – Alleanza Nazionale si intravede un movimento ancora incompiuto e legato ai ricordi del passato. Le ultime elezioni avevano portato un magro risultato (circa 4%), molto inferiore alle attese, che ancora brucia. Alemanno che fa parte del vertice dirigente vorrebbe avere più voce in capitolo, ma visti i trascorsi ed i problemi di quando era Sindaco a Roma, viene ostacolato.  Ma soprattutto in molti si domandano ancora: dove sono finiti i diversi milioni di voti di quasi un ventennio fa ottenuti da Alleanza Nazionale?

  • SINISTRA ITALIANA – SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’

Sinistra Italiana- Sinistra Ecologia Libertà è un movimento con alcuni punti fermi, con ideali ben precisi, che nel tempo ha accolto diversi esponenti fuori usciti dal PD, ma che resta un po’ isolato, sia in termini di voti che di alleanze. Oltretutto al suo interno è pure combattuto tra critica al governo e vocazione di governo.

  • LEGA NORD E AUTONOMIE – LEGA DEI POPOLI – NOI CON SALVINI

Troppo spesso la Lega ed il suo condottiero (Salvini) si pongono davanti ai cittadini a colpi di provocazioni, che vanno ben oltre l’aspetto politico. La cosa che dispiace è quella che tale atteggiamento non è quasi mai accompagnato da chiare e fattibili proposte di cambiamento, che farebbero soltanto bene al paese. Euroscettici, fanno pensare (male) le troppe foto scattate nell’ultimo periodo da Matteo Salvini sulla Piazza Rossa di Mosca. Non per nulla si vocifera da tempo che anche la Lega è tra i partiti anti Unione Europea a libro paga segreto di Putin. Viene pertanto anche il dubbio che tutte queste provocazioni mediatiche siano architettate solo per ben apparire anche fuori dai confini nazionali e per tornaconto economico.

  • MOVIMENTO 5 STELLE

Nato come ultima speranza di un risanamento della politica, ha senza dubbio portato una ventata di novità e positività alle istituzioni che gioco-forza si sono dovute un po’ piegare alle richieste di un popolo ormai troppo arrabbiato. Molti giovani e cittadini non praticanti,si sono avvicinati alla politica per la prima volta grazie ai 5 Stelle. Ma l’inesperienza ed il potere centrale in mano a due sole famiglie (Grillo e Casaleggio), stanno evidenziando diverse contraddizioni, soprattutto nei governi degli Enti locali, nel Parlamento Europeo e non solo. La tanto conclamata partecipazione diretta degli iscritti alle decisioni del movimento, attraverso il web, sembra quasi una maschera dietro la quale si nascondono invece i noti personaggi, che impartiscono le direttive dalle “stanze chiuse”, visto che le votazioni del web non sono certificate e spesso i risultati effettivi non vengono affatto comunicati. Un simile movimento politico è necessario per combattere tante negligenze e per illuminare molte zone d’ombra, ma ha bisogno di una diversa organizzazione politica, più pluralista, poco sbandierata ed effettivamente garantita. Ed anche di una classe dirigente qualificata, a cui nel caso, affidare il governo di una nazione, il quale non può certo attendere mesi e mesi per essere operativo. E poi, siamo seri, facciamola finita col rilanciare la proposta di un referendum sull’uscita dall’euro. Prima di tutto non è materia referendaria, come le tasse, e poi vorremmo anche conoscere gli sviluppo ed i contraccolpi di una eventuale abbandono che, per una nazione così fragile, potrebbero essere devastanti.

  • PARTITO DEMOCRATICO

E’ il movimento più organizzato e strutturato, con dialettica interna, con sfaccettature, con diverse visioni di governo, con uomini colti. Ma che alla fine non trova mai le giuste parole per … vincere, perché forse è… troppo strutturato, c’è troppa dialettica interna che fa irretire, ci sono troppe sfaccettature e pochi compromessi sulle diverse visioni di governo, gli uomini colti si circondano da troppi portaborse ed approfittatori.

Ed allora stiamo in guardia e che Dio … ce lo mandi buono ( il partito ) !

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Grazie alla Cina, il nostro calcio risorgerà

Negli anni sessanta c’è stato un calciatore brasiliano dal soprannome cinese, Cinesinho (per i suoi tratti orientali), nazionale, ha pure giocato ed allenato in diverse squadre in Italia, che è stato il primo simbolico “ponte” del mondo del calcio, in grado di unire dal  Brasile (la patria del calcio) fino alla Cina, passando per l’Europa.

Dal simbolico al reale.

Il 2015 e 2016 sono stati i due anni che di fatto hanno “stuzzicato l’appetito”. Il 2017 sembra essere l’anno dell’inizio dell’effettiva abbuffata. L’espansione oltre oceano della Cina sta avvenendo anche nel mondo del calcio, non solo con l’acquisto di grandi club in giro per l’Europa (vedi esempio Inter), ma anche e soprattutto con l’acquisto dei calciatori più rappresentativi che si trovano soprattutto nei club di tutta Europa, che alla fine, attratti dai soldi, decidono di trasferirsi nel campionato cinese. Ma non solo calciatori, anche allenatori ed arbitri vengono ricoperti d’oro se decidono di andare nel torneo nato agli inizi degli anni novanta, campionato che per diventare credibile si sta rivolgendo ai personaggi famosi del mondo del pallone.
Cannonate cinese, con palle di carta composte da milioni di dollari, stanno sfondando le barricate erette nelle sedi delle società europee e sudamericane. Cifre mostruose, senza nessun senso logico, sia per la società di appartenenza che per il giocatore, che si fatica non solo a credere ma anche a capire, a cui è impossibile dire di no, si scusano con il fatto che nel paese asiatico pare sia accresciuto l’interesse verso il mondo del pallone da parte delle aziende più ricche del paese (anche per merito della vittoria del Guangzhou nella Champions League asiatica), come non è da meno il governo nazionale che vi ha programmato di investire somme cospicue di denaro, ritenendo importante il ruolo del calcio nella società cinese. Ecco spiegate  le proposte “scandalose” che giorno dopo giorno stanno arrivando a club, allenatori, giocatori ed arbitri di mezzo mondo.

Ma questo per l’Europa e per l’Italia del calcio può essere soltanto un bene.

Perché se fino ad oggi si impediva di fatto ai giovani italiani ed europei di giocare, rendendo quasi inutile l’attività giovanile, con questa nuova situazione possiamo sperare in un futuro diverso, che permetta alle società del nostro continente non solo di liberare diverse pedine dallo scacchiere, ormai “arrivate”, in favore di giovani “promesse”, ma anche di investire i proventi delle cessioni in una vera riorganizzazione dei settori giovanili e degli stadi, con la finalità di arrivare ad avere un nuovo modello di gestione del calcio.

Ed allora non ci resta che sognare : poco più che adolescenti che si mettono in mostra nei campionati di vertice, settori giovanili organizzati che usufruiscono di impianti e strutture all’avanguardia, nuovi stadi comodi ed a misura di famiglia.

Tutto questo lo sarà grazie alla neonata passione cinese per il mondo del  football ed a quanti, contattati, accetteranno di buon grado il trasferimento in estremo oriente. Ponti di dollari nel mondo del calcio ….occasione da prendere al volo. 

 

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Banche ed imprese: cosa succede ora?

Partiamo dal mondo tedesco, perché nonostante tutto va preso ad esempio,  visto che in Germania il rapporto tra banche ed imprese è consolidato verso uno scambio tra fedeltà bancaria ed influenza/partecipazione nei progetti dell’impresa.

Torniamo al nostro mondo, quello italiano, in cui oggi il sistema bancario è un importante problema per lo stato di salute economico e finanziario del paese, mentre le imprese rimaste o le poche nuove nate, devono ancora  non solo uscire dal proprio guscio, ma anche capire e sperimentare i nuovi strumenti finanziari disponibili che vadano oltre alla forma standard del credito bancario.

A questo punto molti si chiedono: tra banche ed imprese ci dovrà pur essere un nuovo dialogo? Le banche e le imprese potranno andare ancora a braccetto? Il mondo economico italiano senza più banche forti e senza più aziende leader cosa potrà generare?

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D’altro canto i problemi venuti a galla con la crisi sono frutto: – per le banche di un monopolio sul sistema del credito che ha portato molte aziende a livelli eccessivi di indebitamente, tra le quali la maggior parte non meritevoli di credito (sfociate poi in sofferenze); – per le aziende di uno sfruttamento, a volte miope, di tale possibilità di accesso al credito, nonostante la poca trasparenza trasmessa all’esterno e le limitate competenze manageriali.

Per dare comunque una prima risposta alle domande che ci siamo posti sopra, riteniamo che la ristrutturazione degli istituti di credito vedrà un percorso ancora lungo e faticoso, ma alla fine si dovrà arrivare ad un sistema snello e meno improntato ai favoritismi.

Per le imprese invece si sta finalmente aprendo una fase in cui è necessario avere il giusto rispetto per i soci e gli investitori esterni, grazie anche ad una maggiore professionalità che giocoforza deve essere inserita in azienda, anche a discapito di un minor controllo da parte delle famiglie che sono  al comando delle compagini societarie. Oltre a ciò un punto importante riguarda la possibilità per le aziende di  riuscire a liberarsi dalla dipendenza dalle banche ed aprirsi a fonti alternative di credito e di finanziamento che, piano piano, anche da noi stanno prendendo campo (quotazione in borsa, emissione di obbligazioni, ricerca di capitale con la piattaforme di crowdfunding, prestiti della finanza alternativa).

Ed allora nonostante tutto è necessario andare avanti di questo passo (anche se forse andrebbe un poco accellerato), perché la trasformazione in atto, nonostante sia un vero e proprio stravolgimento, alla fine potrebbe risultare un rimedio importante, sia per le banche che per le imprese.

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Una giornata al Pronto Soccorso

Noi toscanacci troviamo sempre la via per rendere meno dure molte situazioni. Intervalli preziosi che ci permettono di sorridere e di vedere, qualche volta, anche il bicchiere mezzo pieno. Eccone un esempio.

Mezz’età, maschio, toscano, disinvolto è entrato, si è guardato un poco attorno e poi arrivato davanti al letto, ha sussurrato al fratello (che assisteva il padre): ma allora, se malauguratamente ci fosse una guerra o una vera epidemia, qua dentro cosa succederebbe?

Siamo al pronto soccorso di un nuovissimo ospedale di una provincia della Toscana, il quale è stato il luogo di una mia esperienza durata quasi un giorno, come accompagnatore di una zia con disturbi cerebrali, tra il 2 ed il 3 gennaio.

La situazione che mi si è subito presentata è stata quella di un reparto molto piccolo in totale congestione, corridoi pieni di pazienti sulle barelle, le poche stanze quasi tutte in “open space” dove la riservatezza ed il riguardo verso il malato sono soltanto un lontano ricordo. Persone e familiari con problemi molto diversi tra di loro a stretto contatto, cioè proprio fianco a fianco, con evidente aumento di rischi di contagio e di peggioramento dello stato di salute. Impossibilità di trasferimento in reparto perché non c’erano posti disponibili. Parecchie ore (nel nostro caso con codice verde in entrata, trasformato subito a giallo, 7 ore per vedere il primo medico) di attesa per essere almeno visitati e capire gli eventuali esami da fare. Personale medico ed infermieristico sottoposto, nelle difficoltà di un lavoro snervante, a continue proteste da parte dei pazienti o dei loro accompagnatori.

Nel frattempo, nella stanza dove mi trovavo con la zia, assieme ad altri, ogni tanto si alzava una voce decisa di una paziente, stesa in barella, purtroppo non più molto in testa, la quale tra le altre cose diceva: perché tutti questi musi lunghi; su ridete un po’?

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Il sovraffollamento dei Pronto Soccorso è un problema diffuso in tutto il mondo sviluppato con sistemi sanitari ad accesso universale, cioè analoghi al SSN italiano. Ma in alcuni paesi come la Gran Bretagna, il Canada, l’Australia e la Nuova Zelanda, nell’ultimo decennio,  il sovraffollamento è stato affrontato e gestito con interventi mirati sul sistema, sia normativi che gestionali (per esempio stabilito per legge che i tempi massimi di permanenza non possono superare le 6 ore, attivazione di unità di pre-ricovero e pre-dimissioni). Da noi invece tanti moduli compilati nel tempo per chiedere la nostra opinione sul Pronto Soccorso, ma la situazione, in tutto il paese, continua a peggiorare.

Ma ancora in piena notte, in una stanzina (poco distante da dove mi trovavo io) molto affollata, nella quale si mescolavano sulle poltrone pazienti in grado di camminare ed accompagnatori, c’era un signore sull’ottantina, alto, in attesa di visita, con un fare incerto ( aveva senz’altro alzato troppo il gomito), che intratteneva le altre persone con battute e barzellette, che dovevano essere veramente simpatiche, perché le fragorose risate che accompagnavano la fine dei racconti si udivano a parecchia distanza, facendo innervosire il personale a lavoro. Ma non solo, coloro che uscivano poi da quel luogo si asciugavano gli occhi, per fortuna, non per la disperazione, ma per le risate.

Viene dunque da chiedersi: la tanto sbandierata attenzione dei vertici delle ASL verso il Pronto Soccorso c’è stata oppure no? A parole tutti dicono che sono stati potenziati, a fatti non sembra ( solo un po’ di tecnologia in più sta permettendo di informatizzare gli esami e le cartelle cliniche). Perché veniamo tutti al pronto soccorso? Molto spesso perché ci ha mandati il medico di base, che forse a turno dovrebbe partecipare alla vita del reparto in questione, per rendersi conto di come viene gestito, al fine di ponderare meglio un eventuale invio di pazienti .

Ma allora, come render meno dura questa situazione? Intanto con una barzelletta, poi vedremo, tanto il tempo per pensarci c’è, viste le lunghe attese.

Una vecchietta è al pronto soccorso dopo essere stata accidentalmente colpita durante una manifestazione di piazza sfociata in rissa. Il dottore per compilare il referto le chiede: – Allora signora… lei afferma di essere stata colpita nel tafferuglio? – No dotto”… un po” più in alto… ‘.

Stefano Bortoli

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L’offensiva contro il congiuntivo

Giri al primo incrocio e poi vada sempre dritto”. E’ dura eliminare dal nostro parlare il congiuntivo, anche se recentemente da più parti si ritenta di scalzarlo, di renderlo meno offensivo, perché no quasi di eliminarlo.

Anche il presidente onorario dell’Accademia della Crusca, Francesco Sabatini, nel suo recente libro “Lezioni di Italiano” invita a non fare drammi sui possibili errori nella nostra lingua parlata, causati, tra gli altri, anche dall’uso del congiuntivo.

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Nel vociare di popolo, sempre più spesso ci si imbatte in coloro che hanno problemi ad azzeccare il congiuntivo. Ma non solo il popolo, chiunque può avere quell’attimo di incertezza, anche le persone di elevata istruzione, politici o persone frequentemente in tv, ogni tanto hanno dei dubbi o fanno brutte figure, scivolando sulla “buccia di congiuntivo”.

“Ah, se potessi tornare al mio paese! Se mia madre guarisse! Se avessi un lavoro!”.

Ma alla fine a cosa serve il congiuntivo? E’ una complicazione inutile, non sarebbe ora di eliminarlo? Meglio parlare come viene. Come il mondo si evolve, così anche la lingua ha continuato ad evolversi, ed allora in molti cercano di scalzare il congiuntivo, dicendo basta! C’è da rinnovare!

Ma il congiuntivo, che ricorre quasi sempre nelle frasi secondarie, risponde al presente con …che io basti… al passato…che io sia bastato… all’ imperfetto…che io bastassi…al trapassato …che io fossi bastato

Dieci anni fa era pure nato un comitato, il  SIC, Salviamo il Congiuntivo, in risposta agli attacchi subiti. Più che altro l’idea, di una seconda media della Provincia di Mantova, era uno stimolo che riportava al grammaticamente perfetto. Con tanto di Statuto, il SIC aveva come unico scopo ed  interesse … di salvaguardare il modo congiuntivo, in quanto ritenuto fondamentale per comunicare correttamente in lingua italiana

Vi pare carina questa scritta?

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Arti e Mestieri: il Rinascimento Artigiano viatico per il 2017

Il mondo del piccolo artigiano in Italia è vivo. Feste, mercati, mercatini; in quest’ultimo mese di dicembre 2016 c’è stata una vera esplosione di banchetti ed esposizioni legate alle arti ed ai mestieri.

Arti minori, antichi sapori, arti e mestieri qualificate; ogni città, ogni borgo, ogni paese, tutti i centri sono stati riscaldati dalle tantissime proposte che stanno dimostrando che davvero nel nostro paese il ritorno ad una identità di piccolo artigianato è nei fatti.

La voglia di Rinascimento Artigiano è presente sui volti di quanti propongono i loro prodotti, le loro idee, le loro passioni. E si resta incantati a vedere le mercanzie esposte, curate nei materiali utilizzati e nei dettagli.

Il posto fisso non esiste più, la ricerca di un lavoro spesso porta a lunghi periodi di attesa e di scoramento. Così in tanti non solo sono tornati al rurale, alla terra, ma si sono riavvicinati lentamente ma progressivamente verso arti e mestieri altamente specializzati, con prodotti di ottima qualità e fattura. Un po’ per hobby, un po’ per necessità.

Questo è’ un messaggio sociale ma anche culturale che fa ben sperare per il nostro paese, composto da tante persone non solo di buona volontà ma anche creative, quasi geniali.

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A questo punto inizia la seconda fase, quella più delicata. L’attività di marketing per far conoscere, promuovere e vendere i prodotti realizzati, perché non si può vivere di sole pacche sulle spalle, di soli giudizi lusinghieri o di piccoli introiti.

Infatti la cosa che ho notato nei mercatini visitati in questo ultimo mese è stata quella che già nel piccolo della provincia la concorrenza è molto ampia. Tanti sono coloro che propongono bigiotteria, maglie e cappelli fatti a mano, ceramiche, piccoli accessori per la casa, profumi, creme ed olii per la pelle di ogni genere. Oltre che ai molti prodotti legati alla terra, ai sapori. C’è francamente l’imbarazzo della scelta, scelta di acquisto che va poi a ricadere su un unico pezzo o verso pochi esemplari, sia per il costo che per il limitato bisogno.

Così per completare il Rinascimento Artigiano, il piccolissimo produttore molto bravo nella manualità, ma spesso inesperto nelle azioni di ricerca dei mercati, dovrà capire come districarsi ed a chi rivolgersi per riuscire ad aprire dei canali di vendita, che vadano oltre il suo ristretto territorio. Canali di vendita che, vista la globalizzazione e le possibilità di internet, possono portare anche fuori dai confini nazionali. Perché il Rinascimento Artigiano non rimango solo un hobby o un lavoro secondario.

Le arti ed i mestieri sono ormai una parte importante dell’economia. La sfida lanciata verso gli anni a venire va però completata.

 

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