Lunedì: così è (se vi pare)

Povero lunedì. Lo odiano o se ne servono come scusa in molti. Ma che colpa ne ha lui se è il primo giorno della settimana?

Nonostante che gli studi di una università inglese ci dicono che il giorno peggiore di tutti è il martedì, dato che sul secondo giorno della settimana spesso si scaricano le colpe ed i ritardi del lunedì, c’è un carico di lavoro aumentato e ci sono più screzi con i superiori, sempre nel Regno Unito uno psicologo dell’università di Cardiff, attraverso un calcolo matematico, ha battezzato lunedì 16 gennaio 2017 come giorno peggiore e più triste di tutto l’anno corrente (Blue Monday).

Di lunedì ci sono alcuni che partono con un monte di idee, con una lista di cose da fare già pronta e l’adrenalina giusta per svolgerle. Ma sempre di lunedì ci sono molti di più che invece pensano che suonerà la sveglia all’alba e si passerà rapidamente dal relax allo stress, nonostante che molti si presenteranno in pubblico con un viso più riposato, per effetto del fine settimana.  

In che giorno della settimana siamo? Sicuramente questa domanda non sarà mai posta di lunedì o venerdì, giorni che siamo sicuri di ricordare.

Ma allora il lunedì è un giorno bello o brutto? 

Le fazioni pro e contro il lunedì si affrontano in ogni segmento della società ed hanno entrambe argomenti e giustificazioni interessanti.

Uno dei pochi luoghi dove invece non si affrontano perché stanno tutti o quasi dalla stessa parte è il Parlamento.

Un Parlamento vuoto è la norma di lunedì, quantomeno la mattina, perché il lunedì non si vota in aula, è una giornata che di solito il parlamentare usa per incontri sul territorio, giri nei ministeri e lavoro d’ufficio. E’ per questo che di solito l’aula è vuota.

Vuota anche quando il Presidente mette in agenda comunque dibattiti sull’emergenza umanitaria in Iraq, sul biotestamento, ecc. ecc.

Gli eletti tra Camera e Senato sono quasi mille, ma il lunedì (anche il venerdì comunque non si scherza) dichiarano i politici,  è … assolutamente normale che vi siano pochissimi parlamentari in aula…

Perché poi dovrebbe essere “assolutamente normale”, noi poveri mortali, forse non lo capiamo. Ma forse il tutto rientra in cui contesto che non è così facilmente spiegabile, anche perché alla fine il lunedì potrebbe essere non solo un giorno della settimana, ma un vero e proprio stato d’animo.

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21 marzo: la Giornata Mondiale della Poesia

Anche quest’anno, il 21 marzo ricorre la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dalla Conferenza Generale Unesco nel 1999.
Proprio nel primo giorno di primavera si ricorda e si festeggia la poesia come strumento di dialogo, di comprensione, di comunicazione e di pace.
In Italia, tv, radio, tante città attraverso Enti pubblici e associazioni private aderiscono ed hanno programmato iniziative per festeggiare la Giornata Mondiale della Poesia che, in alcuni casi, si protrarranno per diversi giorni .

Nel mondo degli sms e della tecnologia, la Giornata Mondiale della Poesia, ci permette di fare una pausa e perché no, anche alcune riflessioni un po’ più approfondite.

Anch’io voglio contribuire pubblicando un testo di mio nonno, Angelo Bonuccelli,  maestro di scuola elementare, che negli anni della pensione si divertiva scrivendo poesie.

Eccone una, scritta nel 1973, dal titolo – Non rubare –

Stefano Bortoli

Non rubare 
Fra i peccati capitali
tiene il furto un grande posto,
producendo molti mali
a chi dovrà subir il costo.
Cade spesso nel rubare
il datore di lavoro,
che pretende accumulare
sol vedendo il suo tesore.
L’operaio inoperoso,
nel servizio negligente,
al dator divien costoso
più che il frutto non consente.
Come è giusto compensare
chi lavora con premura,
è tacciato di rubare chi di rendere trascura .
Pur è ladro quel legale
che mal serve il suo cliente,
pur puntando sul venale
finché legge gliel consente.
Certo ruba il commerciale
che non usa il giusto peso,
ingannando l’ignorane
che ritiensi ben difeso.
E’ pur ladro il venditore,
che si serve dell’inganno,
per accrescere il valore
che le merci inver non hanno.
Ruba il posto il concorrente,
che d’appoggio assecondato,
prende il posto del vincente,
mentre questi è rimandato.
Chi riesce ad accattivarsi
imperiosa simpatia
e, con questa procurarsi,
la missione che ad altro stia.
Chi non paga il fornitore
per la merce ricevuta,
è davvero un truffatore
e di ladro ha la tenuta.
Quell’ignoto delatore
di notizia non verace
è di certo un malfattore
perché toglie pur la pace.
La ragazza innamorata,
che non vede il tradimento,
dell’amore è derubata
e le resta sol tormento.
E perfin la donna amata,
quando al ladro gli conviene
potrà esser distaccata
da colui che le appartiene.
Con la frode e peculato
ogni sorta di rapina
questo mondo è derubato
e giustizia va in rovina.
Chi dal prossimo distoglie
bene fisico o morale,
appropriandosi le spoglie,
è di certo un criminale.

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Dermatiti: la ricerca è passata al contrattacco

Le dermatiti sono patologie  in costante aumento. Nei bambini, nei giovani, negli adulti, nei vecchi. Nella vita quotidiana, negli ambienti lavorativi. Per inquinamento, per la presenza di sempre nuove sostanze allergizzanti.

Le dermatiti in generale consistono in una reazione della pelle a fattori esterni (allergeni chimici o fisici) o interni (liberazione dei fattori dell’infiammazione). Sono infiammazioni della cute che diventa rossa e pruriginosa. Possono essere momentanee o persistenti, a seconda delle cause ne esistono di varie tipologie, complicandosi con gonfiore, desquamazione, vescicole, bolle, erosioni e croste.

Sono state sempre molto indagate, ma da alcuni anni i ricercatori stanno studiando come affrontare e sconfiggere le malattie della cute con nuove armi alla luce di nuove scoperte, avvalendosi di informazioni a prima vista semplici, ma profondamente rivoluzionarie.

Tutto parte dai risultati di uno studio effettuato dall’Istituto della Salute Americano, iniziato nel 2008, che ha censito i microrganismi che vivono in simbiosi con il corpo umano, in special modo in 5 zone (intestino, cute, naso, cavità orale e vagina). Questi microrganismi formano il microbioma umano ( l’insieme dei geni dei microrganismi stessi), che sull’organismo umano è definito con il termine di microbiota (insieme dei microrganismi che convivono tra di loro senza danneggiare l’organismo umano) .

Così tornando al discorso iniziale riguardante le dermatiti, la ricerca ha evidenziato che sull’epidermide del nostro corpo vivono centinaia di specie batteriche diverse, che formano il “microbiota della pelle”. Questi microorganismi (più di un miliardo ne popolano un centimetro quadrato), chiamati “residenti”, abitano la nostra pelle e la proteggono, con i loro antibiotici naturali,  formando una barriera contro i diversi batteri patogeni.

Lo stravolgimento è proprio qua. La cosmesi ha sempre trattato la pelle come un organo sterile ed il suo microbiota come un qualcosa da combattere, mentre ora i nuovi studi propongono e consigliano nuove armi contro le varie forme di dermatiti.

Armi stavolta non di distruzione, come i farmaci antibiotici utilizzati attualmente che uccidono sia i batteri patogeni che quelli buoni. Ma nuove “creme batteriche” contenenti i batteri buoni, lozioni quasi personalizzate, in grado di sconfiggere le malattie della cute causate da uno squilibrio della flora batterica.

Questo per dire che attualmente utilizziamo farmaci, creme, cosmetici in genere, dannosi per i microrganismi “residenti” benefici che vivono sulla nostra pelle; inoltre tutti i giorni ci troviamo a contatto con saponi e detergenti di sintesi chimica che sono controindicati per il microbiota cutaneo.

La risposta a tutto questo potrebbe essere data innanzitutto con il ritorno al naturale, con l’utilizzo di cosmetici che non interferiscono con il microbiota residente della nostra pelle.

Nei negozi è facile trovare prodotti cosmetici spacciati come naturali, ma difficile è trovare in commercio prodotti che davvero contengano esclusivamente ingredienti che la natura offre.

Terra Italica, ne è un esempio pratico. Fondata da pochi anni da Lamberto e Marilena, pensionati che hanno trascorso, uno, una vita nei laboratori di ricerca chimico-microbiologico e l’altra, studiando le piante ed i suoi principi attivi sull’epidermide. Insieme si stanno impegnando a fondo al fine di proporre prodotti originali per la detersione della persona e per i trattamenti epidermici. Prossimamente ne approfondiremo la conoscenza.

Cominciamo intanto a metabolizzare questa scoperta contro le dermatiti, che in futuro prossimo potrebbe portarci, chissà, ad ingerire anche vere e proprie spremute di …batteri buoni.

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2017 anno dei Borghi italiani

Ieri, 14 marzo 2017, si è avuta la prima edizione della giornata nazionale del paesaggio, con la quale il Ministero del Turismo ha inteso promuovere la cultura del paesaggio e sensibilizzare i cittadini alla salvaguardia del territorio.

Nel paesaggio, chiaramente, troviamo anche i Borghi italiani, i quali sono già rientrati all’attenzione delle istituzioni e del turismo italiano (da diversi anni in tv c’è pure un programma legato al turismo che proclama “Il Borgo più bello d’Italia”) anche per mezzo di un’altra iniziativa dello stesso  Ministero del Turismo, che con una direttiva, ha dichiarato il 2017 l’anno dei Borghi italiani.

Si tratta di fatto di un rafforzamento del piano strategico per il turismo, con il quale si vuole ancor di più focalizzare l’attenzione sul patrimonio culturale, umano, artistico e naturalistico, che per l’appunto, nei Borghi, trova la sua giusta e completa collocazione.

Se ci pensiamo bene i Borghi italiani affermano quel turismo sostenibile, che al momento riesce a tenere lontano il turismo di massa, fatto di autenticità, bellezza e qualità della vita, che sempre più viene ricercato.

I Borghi sono per il nostro paese una risorsa strategica quasi unica al mondo anche perché è estesa su tutto il territorio nazionale, con caratteristiche diverse da regione a regione. Ma tale risorsa,  per produrre risultati importanti nel medio-lungo periodo, ha bisogno comunque di investimenti.

Anche se limitati, è importante che gli interventi che debbono aiutare alla conservazione ed alla valorizzazione, siano continuativi, visto che il “prodotto” offerto lungo tutto lo stivale  è senza ombra di dubbio competitivo,  anche su scala internazionale.

Non per nulla nel giorno in cui ho visitato Civita di Bagnoregio ( uno dei piccoli centri più belli in assoluto ), adagiato su un colle di una grande vallata sperduta, in provincia di Viterbo, i pochi turisti che si aggiravano erano, in quel giorno ventoso e nuvoloso, per lo più cinesi.

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In Italia c’è un modello contro lo spopolamento

Possiamo essere un modello positivo per gli altri? Esiste davvero un modello Italia?

A prima vista sembrerebbe di no, dato che siamo consapevoli dei nostri difetti e spesso ce ne vergogniamo, anche se poi, pensandoci su, almeno la cucina ed il cibo possono considerarsi senza se e senza ma, un modello, forse unico al mondo.

Ma noi ne vogliamo trovare un altro, ancora poco famoso, ma dalle possibilità e dalle prospettive dirompenti.

Non lo diciamo noi, ma lo dicono i tanti ricercatori che sono giunti a Succiso (piccolissimo borgo dell’Appennino Tosco Emiliano a 1000 metri in provincia di Reggio Emilia) da ogni parte del mondo (Giappone, Corea, Birmania, Stati Uniti, Canada, Swaziland ecc.) per studiare, ed eventualmente esportare, la prima cooperativa di comunità,  nata in Italia, che per l’appunto sta diventando, quasi per caso, un vero e proprio modello contro lo spopolamento. E non solo i ricercatori, ma anche i programmi tv e le riviste si stanno sempre più interessando al modello Succiso, un tempo anonimo paesino di montagna,  in via di spopolamento e spegnimento.

Ne avevamo già parlato diverso tempo fa, nel nostro articolo … Cooperazione e solidarietà, la forza di una rinascita … quando l’iniziativa era già vista di buon grado, ma non al punto da pensare di diventare un modello internazionale.

I residenti di Succiso sono una settantina e la metà oggi sono soci della prima cooperativa di comunità nata in Italia, denominata Cooperativa Valle Dei Cavalieri.

La storia narra che nel 1991, dopo la chiusura dell’unico bar del paese e dell’ultima bottega, alcuni giovani del posto si riunirono dicendo che era giunto il momento di fare qualcosa per permettere al paese di sopravvivere.

Iniziando con il ripristino della vecchia scuola ormai diroccata, per farne un bar ed una bottega, da quel momento, la cooperativa si è allargata sia come numero di partecipanti che come attività. Un panificio, un ristorante, un agriturismo con 20 posti letto, la produzione di formaggi, un servizio di trasporto dei bambini a scuola ed attività di guide per l’ accompagnamento sui sentieri di montagna delle scolaresche.

Insomma dopo aver festeggiato i 25 anni di vita, l’attività è viva e florida e dà lavoro ad una decina di persone, tutte del posto, che si alternano nella varie incombenze. Ma non solo. Con la Cooperativa Dei Cavalieri il paese di Succiso è rinato, offre servizi e prodotti ad una ampia zona di montagna, vede tanti avventori nel fine settimana, come pure con il turismo estivo la popolazione raggiunge quasi 500 residenti.

Va detto che, conoscendo personalmente la zona e gli emiliani di montagna, ci troviamo di fronte ad individui tosti che lavorano intensamente in ogni stagione e su più fronti, ma l’esempio di Succiso, miracolo economico e sociale, crediamo debba essere preso a modello non solo all’estero, ma anche e soprattutto nelle altre parti del nostro territorio, dove, con le giuste correzione, pensiamo possa essere replicato, con risultati altrettanto positivi.

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Il senso della misura

Procreazione medicalmente assistita nel corpo della donna o di un’altra donna, utero in affitto  per coppie sposate o di fatto eterosessuali, per single, per gay; bambini nati ed aventi un unico genitore, oppure due padri o due madri.

Transessuali, disordine d’Identità di genere, non riconoscersi nel proprio sesso biologico, passaggio da un sesso all’altro.

Si sentono continuamente in giro notizie e si viene a conoscenza di fatti che vanno a sfidare il rapporto genetico/biologico e l’evoluzione biologica.

Lungi da noi affrontare temi scientifici e genetici, quello che ci preme soltanto far notare è altro.

Si combattono tante battaglie, soprattutto nei paesi più evoluti, tra cui l’Italia, contro i prodotti geneticamente modificati (OGM), i così detti cibi trasgenici, in difesa dell’ambiente, dell’agricoltura, dei cittadini, ma poi quando si parla di tentare di modifica geneticamente anche l’umanità, allora questo passa inosservato, quasi ci va bene.

Così da una parte si nota nella massa una certa indifferenza, dall’altra si percepisce che forse in certi casi stiamo perdendo il senso della misura, dei confini in cui dovrebbe essere vissuta la nostra vita.

Si capisce che c’è sempre più gente che  sta cercando di ridisegnare il corso della nostra condizione umana, quasi come ci fosse una volontà di onnipotenza, di diritti e di un potere molto grande, che l’essere umano, con la sua evoluzione, anche e soprattutto tecnologica, sta tentando di gestire.

Crediamo che si sia perso davvero il senso del limite, anche perché è evidente che l’uomo è sempre più resistente alla sorte, visto che si organizza per forzare ciò che non è possibile modificare.

Ed allora, magari la maggioranza delle persone la penserà diversamente, ma da parte nostra c’è ancora il principio del rispetto che ci impone di non organizzare a proprio piacimento i corsi della natura, rimanendo così nei limiti del destino della vita ed accettando, alla fine, anche la sorte.

 

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Prima si cammina con le scarpe, poi si passa al … barefooting

Da soli, in due, in gruppo; nei ritagli di tempo, per sport, per hobby, per vacanza, per iniziativa sociale e culturaleGli spostamenti, l’avventura e la traslocazione: i cammini ormai sono stati eletti a linguaggio e messaggio irradiante.

Il camminare oggi è inteso come un vero e proprio stile di vita, tanto che, per fare un esempio, anche gli eventi di moda più importanti spesso lo considerano come tema principale delle loro edizioni, a cui associare i diversi stili di abbigliamento.

Camminare per riflettere, per vedere il mondo, per fuggire dalla vita sedentaria dell’ufficio o semplicemente per fare un po’ di sano movimento. 

Anche se la tecnologia ci può aver impigrito per l’eccessivo utilizzo dell’automobile o di altri mezzi, un po’ perché il camminare sta diventando un questione medica, al punto che diverta una terapia vera e propria, un po’ perché sta nascendo una nuova consapevolezza sulla necessità di riprendersi i propri spazi e i propri tempi, di vivere gli ambienti a “passo lento”, sempre più persone stanno mutando le abitudini di vita quotidiana.

Ed allora dalla semplice camminata, che può essere urbana, in campagna, in mezzo ad un bosco, in montagna, lungo mare, a cui, a seconda della situazione dove ci troviamo, è bene associare il giusto abbigliamento (componente importante), dalla Nuova Zelanda si sta affacciando, un po’ in sordina, anche dalle nostre parti, una nuova pratica. Si tratta della camminata senza scarpe, o ancor meglio a piedi scalzi. Il suo nome è barefooting. Per ora i luoghi pubblicizzati per questo tipo di attività in Italia non sono molti. Ne citiamo alcuni : le dune di sabbia della spiaggia sarda di Su Giudeu di Chia (CA), il percorso Kneipp vista Dolomiti in Provincia di Bolzano, il parco naturale dell’Hotel Castello di Petroia ( Pg) tra Gubbio ed Assisi, sui ciottoli lavici della spiaggia Nera di Maratea.

Personalmente ancora non l’ho provata, ma in giro se ne dice un gran bene. Camminare a piedi nudi, oltre che rappresentare una forma di libertà e di rapporto intimo con la natura, pare che stimoli le capacità percettive, la circolazione del sistema sanguigno e linfatico.

Luoghi ideali per cominciare a  praticare il barefooting sono l’erba, in particolare quella appena tagliata e la spiaggia. E’ vero che le scarpe proteggono, ed oggi la tecnologia ci offre prodotti sempre più avvolgenti per il nostro piede, ma talvolta ci limitano.

E per finire alcune  Istruzioni per l’uso del barefooting. Ci viene consigliato un approccio graduale, meglio se nel periodo estivo. Col tempo, poi si riuscirà a vivere e camminare a piedi nudi anche con temperature esterne fino ai 5/6°. Approccio che dovrà iniziare dalle superfici più facili come la sabbia, per poi passare all’erba, alla terra ed infine alla roccia. La guida di un auto a piedi scalzi potrebbe rappresentare una buona occasione per provare, tanto più che il Codice della Strada non elenca nessun divieto esplicito alla guida senza calzature. Una volta passati al Barefooter, importante è avere una certa attenzione a dove si posano i piedi e comunque è importante dotarsi di un piccolo kit di emergenza composto da pinzette e cerotti disinfettanti per un primo e rapido intervento.

 

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L’ autoconservazione della specie e la microsovranità

L’ Italia sarebbe anche una bella democrazia parlamentare se non ci fosse sempre stato il “tarlo” di trovare in Parlamento, oppure alla porta del Parlamento (in quanto esclusi) una miriade di partitini e movimenti che, nonostante percentuali irrisorie di votanti o appartenenti, riescono a rallentare o paralizzare l’operatore del legislatore oppure anche ad influire sui provvedimenti dei governi stessi.

Così per entrare in Parlamento periodicamente vengono pensati, adattati e votati sistemi elettorali che si alternano ciclicamente (proporzionale, maggioritario, corretto) nella speranza, per questo o quel partito o per questa o quella coalizione, di poter contare o governare a lungo senza avere intromissioni di sorta. Ma invano, perché il tarlo si incunea nei meandri del palazzo e con l’avvicinarsi delle elezioni rispunta fuori, spesso moltiplicandosi.

Gli ultimi eventi nel PD che hanno caratterizzato le prime pagine dei media, con la scissione di alcuni dirigenti che andranno a creare un nuovo movimento o partito, alla vista dei più è apparso come un qualcosa di astratto, di cui non si è capito realmente cosa sia successo, il motivo, il significato.

Dirigenti politici, in questo caso del PD, ma periodicamente sotto traccia anche di ogni altro schieramento, ritengono, ad un certo punto, giunto il momento di dare una nuova anima politica a…bla bla bla ….bla bla bla… bla bla bla… Tanto politiche e poco altro.

Ma il valore intrinseco di queste separazioni, scissioni, creazioni di nuovi partiti, è bene saperlo, va ricercato in primo luogo nella autoconservazione della specie. I politici entrati a far parte del ceto burocratico pubblico vanno a rappresentare un tipo di specie “protetta”, che non solo deve mantenersi nel tempo, ma deve riuscire a ritagliarsi una parte di potere, anche se minima, ma indispensabile per la sopravvivenza politica ed economica; una microsovranità, che si insinua per l’appunto come un tarlo, all’interno dei più grandi poteri, ai quali chiedere un poco di spazio e considerazione. La microsovranità però alla fine non fa sistema, non contribuisce ai bisogni comuni, ma anzi crea ancor più distacco tra il mondo sociale e la politica nazionale, che alla fine può sfociare in richieste di populismo e di uomini forti al comando.

Ed allora ogniqualvolta vediamo o sentiamo promesse di nuovi movimenti politici con effetti dirompenti per il cittadino e per la società, ricordiamoci sempre che esistono altri fattori come la autocoservazione della specie e la microsovranità, che potranno avere la precedenza rispetto alle necessità comuni dell’onesto cittadino.

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