Paese di grandi opere, si ma quando costruiamo all’estero.

Il nostro paese  è davvero pieno di contraddizioni. Prendiamo le grandi opere.

Le  nostre principali aziende sono in prima fila in ogni angolo del mondo per realizzare grandi opere, di ogni tipo. Le imprese italiane conquistano lavori nelle aree più competitive del globo, grazie all’esperenza acquisita ed al sofisticato know-how tecnologico posseduto.

Ecco qualche esempio in giro per il mondo.

imagesCanale di Panama. La colossale opera di ampliamento del canale ( creazione di un terza corsia ) coinvolge la Salini Impregilo insieme ad altre tre aziende .

Metropolitana di Lima, in Perù. Salini-Impregilo, AnsaldoBreda e Ansaldo Sts, al fianco di società spagnole e peruviane hanno vinto una maxi commessa per la costruzione e per l’ampliamento della metro.

Turchia  Autostrada Gebze-Smirne . Astaldi ha vinto, insieme a 5 imprese turche, la concessione per la costruzione e la gestione dell’autostrada Gebze-Smirne ( 420 km di strada, incluso il ponte sulla baia di Izmit, uno dei ponti sospesi più lunghi al mondo ).

Capo Verde. L’impresa Costruzioni Giuseppe Maltauro ha vinto una commessa da 18 milioni di euro per la  modernizzazione ed estensione dell’aeroporto internazionale «Nelson Mandela» a Praia .immagine 1

Di contro,  in Italia,  o non si fanno investimenti  o quando si realizzano nella maggior parte dei casi sono inutili, inutilizzabili, parziali , incompiuti o persino dannosi. Anche perché capita che  “ … i politici che promuovono i grandi investimenti, sono interessati esclusivamente alle tangenti … “. Questo il pensiero di Beniamino Andreatta (1928-2007 ), studioso, economista, cattolico ed anche  politico di rilievo, attento ai problemi di distribuzione del reddito, alla crescita economica e allo sviluppo, che nonostante la sua appartenenza alla “casta”, ha avuto il coraggio di esprimere un pensiero indubbio.

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