Non più padrone, ma compagno (del cane)

A proposito di animali domestici, volevo soffermarmi per un momento sui cani, che come ben sappiamo sono compagni fedeli degli uomini. Si, diciamo compagni perché oggi l’uomo non è più il “padrone” del cane, ma bensì “compagno”.

Nel corso degli ultimi decenni, il rapporto cane/uomo si è trasformato e di parecchio, visto che l’animale non si trova più al di sotto della scala gerarchica della famiglia, ma alla pari. Così anche nel proseguo del racconto, la parola padrone o proprietario sarà sostituita da termine compagno.

L’evoluzione è importante. Se prima il cane era considerato uno mero strumento affettivo o di utilità, oggi lo stesso è un vero e proprio membro della famiglia, con le sue molte attenzioni. Il dog sitter, il dottore, la passeggiata quotidiana, la girata fuori porta e perché no, anche la bella mostra durante lo shopping nel fine settimana. E per i più in “carne”, si sta affacciando sul mercato anche il dietologo!

Tutto questo ormai è divenuto di uso comune nella maggior parte delle famiglie con cane al seguito, tanto che dal 2013 non ci sono neppure più restrizioni e divieti per mantenere un animale domestico nei condomini.

Da un punto di vista burocratico e di organizzazione sociale, In Italia esiste presso le Aziende Sanitarie Locali un’anagrafe canina, organo preposto alla registrazione di tutti i cani presenti sul nostro territorio, al fine di evitare e contenere il fenomeno del randagismo. Oltre alla iscrizione iniziale, è necessario procedere alla comunicazione di ogni variazione che interessa l’animale (decesso, vendita, trasferimento di regione ecc.).

Svolta questa incombenza, il resto è lasciato al buon cuore ed alla sensibilità della famiglia, che in molti casi non è all’altezza o non riesce ad educare l’animale, troppo irruento.

Così in Italia è facile imbattersi in cani, i quali, a lungo soli in appartamento, abbaiano ad ogni minimo rumore che proviene dalle scale condominiali oppure, a difesa del loro giardino privato, diventano aggressivi ed irruenti, al solo passaggio di pedoni, persone in bicicletta o autovetture, disturbando la quiete pubblica,  .

All’estero, per esempio in Germania, c’è una diversa gestione dell’animale. Il cane (accompagnato dall’uomo) già in tenera età, deve obbligatoriamente recarsi presso un centro cinofilo specializzato per avere le nozioni basilari di comportamento.

In seguito, nei casi in cui l’animale non si comporti correttamente in ambito urbano e sociale,  viene sottratto ai padroni e ospitato presso una pensione per cani; il compagno poi dovrà seguire un percorso rieducativo con il cane presso un centro cinofilo con addestratori legalmente riconosciuti e, dopo un certo periodo di tempo, superare una prova con l’animale, con un esaminatore ufficiale.

Chiaramente tutte le spese sono a carico della famiglia.

Il risultato di ciò è evidente. In Germania sono rarissimi i casi in cui si incontrano o si sentono cani che disturbano la quiete pubblica o fanno danni a cose o persone. La maggior parte di loro è educata, dimostrando di essere davvero il  compagno quasi ideale per l’uomo, visto che, con l’educazione ricevuta,non solo è affettuoso ma anche molto affidabile, sotto tutti i punti di vista (a volte più degli altri stessi familiari). 

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