Non fare agli altri…

Non ci sono parole per definire questa situazione generale, ma dobbiamo trovarle.

La punta dell’iceberg si è manifestata con Liliana Segre, che nonostante l’età molto avanzata è ancora un esempio armonico di femminilità, eleganza, sobrietà, giustizia e di amore per gli altri e per la patria. Vederla e sentirla parlare fa sempre piacere. Purtroppo porta  ancora impresso sul braccio e sull’anima il numero 75190 del lager di Auschwitz; per questo può essere considerata come un monumento vivente alla tragica memoria della Shoah.

La punta dell’iceberg non è Liliana Segre, ma è tutto quanto ruota attorno a lei, come simbolo.

Nel gennaio 2018 la Segre è stata eletta dal Presidente della Repubblica Mattarella senatrice a vita, per “aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale”. Nel suo primo commento dopo la nomina, Liliana Segre disse …Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”

Negli ultimi tempi la Segre sta vivendo sulla sua pelle nuovi attacchi ed insulti, stavolta via social, offese e minacce che sono sempre più all’ordine del giorno in tutta Europa. Così è pure costretta, alla sua età,  a subire la scorta degli organi di polizia.

Ma un altro fatto che ha quasi dell’incredibile è stato quello che  la senatrice si era fatta portatrice di una mozione in Senato, per proporre di istituire una commissione straordinaria contro odio, razzismo e antisemitismo, visto lo stato delle cose in Italia ed in Europa. L’aula del Senato ha si  approvato la mozione con 151 voti favorevoli, ma ciò che ha suscitato scalpore è stato il fatto che il centrodestra si è astenuto. E quando una parte dei senatori si sono alzati in piedi per omaggiare con un applauso la senatrice a vita, quelli del centrodestra sono rimasti seduti senza applaudire.

Anche in Italia, si percepiscono pensieri e fenomeni di intolleranza preoccupanti, che magari prima c’erano ugualmente, ma era sopiti, quasi tenuti nascosti, ma che oggi vengono fuori, anche con arroganza.

Per esempio, è recente la notizia che un deputato e un consigliere comunale di Bologna di Fratelli d’ Italia hanno pubblicato un video su Facebook in cui mostrano i citofoni degli alloggi popolari con i nomi dei tanti inquilini immigrati. Niente di che, si intende, ma attenzione perché goccia dopo goccia…il mare si riempie.

Ed allora, perché si ritorna a spalleggiare l’odio razziale, perché i fenomeni di intolleranza vengono così allo scoperto?

Forse la risposta sta in questa frase che ho sentito pronunciare ad un giornalista alla radio: a volte non c’è più differenza tra gli eletti e molte catene di odio. E questo un tempo non lo era.

Sarà solo una forma di propaganda politica, ma è rischiosa; oltretutto l’odio razziale, è di regola contro minoranze storicamente discriminate, le più deboli.

Non ci rimane che ripetersi e ripetere agli altri il concetto dell’etica della reciprocità: Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.

 

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