Il pil deve crescere e noi dobbiamo consumare

Ma chi l’ha detto che per avere benessere è necessario che il pil ( prodotto interno lordo ), che è ormai sembra essere diventato il principale indicatore della ricchezza di un paese, debba sempre incrementare ? Ma perché i consumi devono crescere per pensare di stare tutti meglio ?

Con i passare del tempo il sistema ci ha inculcato che il pil deve crescere e noi dobbiamo consumare . Ma come facciamo ad essere così sicuri di tutto ciò ? Le antiche scritture o i libri di economia , a cui spesso ci rivolgiamo per ispirarci, non esprimono chiaramente certi concetti.images

Ancora una buona fetta di popolo continua a credere a queste teorie economiche oppure, anche se ne dubita,  ormai è incanalata su una strada che non gli permette di fare marcia indietro.

Avete mai pensato a quanti oggetti abbiamo nelle nostre case oggi ? Forse migliaia . E se rivediamo immagini delle stesse case di un secolo addietro ne troviamo invece poche centinaia.  Sovrappiù che sul momento attraggono , distraggono , ma alla lunga aumentano le possibilità di emozioni negative, di rammarico, oppure  portano a minore attenzione nelle decisioni da prendere. Spesso avere troppo non fa apprezzare quasi niente e pertanto il troppo raramente  corrisponde ad un maggiore stato di benessere . Chiaramente anche il troppo poco ( oggi lo vediamo con chi non ha lavoro e non ha più reddito per far fronte a tutte le spese ) porta a enormi difficoltà ed a uno stato di malessere che tutti possiamo comprendere.

Quindi la crescita su cui  è improntata tutta l’economia mondiale è l’unica soluzione ai nostri problemi ? Per come siamo organizzati teoricamente si, nel senso che fino quando c’è la crescita economico/produttiva il capitale è remunerato e le persone hanno uno stipendio per  vivere decentemente. Il problema si ha quando tale crescita rallenta o si ferma. In tal caso sono pochissimi  ( soprattutto chi anche con la crescita risultava molto avvantaggiato ) a restare a galla o a sfruttare le occasioni per arricchirsi ancora. Per il resto della popolazione povertà, disoccupazione, disuguaglianze sociali .

In ogni caso non è che ci troviamo in una bella situazione dato  che con  la crescita  si va verso il collasso ecologico (crisi energetica, climatica, alimentare, perdita della biodiversità , incremento dei rifiuti ), visto che le risorse del pianeta non sono infinite, ma anche con la recessione si va verso il collasso sociale.images (1)

Anche volendo scegliere cosa fare ? Noi sogniamo una terza via . Progredire senza crescere. Lo crediamo possibile come lo credono possibile anche moltissime iniziative sparse per il mondo che cercano di sviluppare concetti e metodi  per un’esistenza diversa. Pensiamo ai movimenti per la sovranità alimentare ( da noi già trattata in un precedente articolo ), alle cooperative per l’energia, alle cooperative di consumo, alla finanza etica, alle cooperative abitative e tanto altro ancora. Impostare ed utilizzare la terra e le ricchezze naturali basandosi su una giustizia sociale ed ambientale, riconvertendo siti e lavori oramai persi in lavori verdi, decentrati, per dare un impulso ad una economia che dovrà essere circoscritta, con consumi e produzioni locali, potrebbe essere una soluzione equa e condivisa.

Trasformare  un sistema come quello attuale comporta un cambio sia di struttura ma soprattutto culturale, politico e sociale, sia personale che collettivo. Ma non dobbiamo scoraggiarci, perché ciò è possibile. Ce lo dimostrano le tante iniziative, sospinte dalla forza e dalla testardaggine di quanti hanno già modificato nel loro pensiero un sistema francamente non più sostenibile .

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