Che ne sarà del servizio degli “autobus del cielo”?

La più famosa società europea degli “autobus del cielo”, compagnia low cost irlandese (è inutile nominarla, tanto la conoscono ormai tutti ed in questi giorni è più che mai su tutti i media), quella che ha cambiato i nostri modi di fare turismo, di lavorare e studiare, accorciando le medie distanze, è inutile nasconderlo, ma in questo periodo sta avendo delle evidenti difficoltà interne.

Un po’ più di semplici “turbolenze”, visto che si stanno ripercuotendo soprattutto non sui passeggeri in volo, ma su quelli rimasti a terra.

Il problema delle ferie è stata una iniziale scusa, una giustificazione da presentare al pubblico degli utenti e degli investitori, ma sotto sotto c’è altro..

L’azienda in questione è attività da oltre 30 anni; ha iniziato come piccolissima compagnia con la sola rotta Dublino/Londra. Poi è cresciuta progressivamente nel tempo anni ed ha sempre saputo gestire al meglio le politiche commerciali, la puntualità, i tempi e perché no i turni di lavoro. Va ricordato che i dipendenti sono più di 10mila, un bel numero, non c’è che dire.

Ma forse oggi una buona parte di questi dipendenti, dopo aver fatto tanta gavetta ed aver lavorato in posti di responsabilità con remunerazione economica parecchio inferiori alla media del mercato, ha deciso che era il momento giusto di passare al contrattacco (anche perché l’economia sta ripartendo e le opportunità in giro per il mondo ci sono), di affrontare l’azienda, che fino a quel momento aveva sempre detto no a compromessi con la forza lavoro, sia diretta che interinale.

Tanti piloti negli ultimi mesi pare se ne siano andati per un contratto migliore verso compagnie concorrenti. Altri, che al momento sono rimasti, stanno forse sfidando l’azienda, chiedendo le ferie arretrate e minacciando di andarsene, per cercare di ottenere un miglior contratto. Le presunte storie su come viene gestito e trattato il personale rimbalzano, anche se nulla potrebbe trapelare, soprattutto per ragioni contrattuali. Così anche noi abbiamo evitato di nominare la società.

E così c’è poco personale per volare. I voli cancellati in un mese sono già migliaia e fino almeno a marzo  2018 si prevede “turbolenza” aziendale.

Il servizio che fino a qualche tempo fa la compagnia irlandese aveva offerta era discreto. Ampia offerta, prezzi contenuti, puntualità. Si poteva dire che il nome era quasi un marchio di garanzia.

Oggi non sembra più così, visto che in questo ultimo mese diverse persone sono rimaste a terra, anche a poche ore dalla programmazione del volo e molte altre si sono viste cancellare le prenotazioni già fatte. Così il potenziale viaggiatore a questo punto vuol capire come si evolverà questa situazione e, se non ha estrema necessità di partire, rimane alla finestra, evitando, se non strettamente necessario, di organizzare viaggi e di pagare voli con molto anticipo.

La compagnia low cost in questione che aveva cambiato totalmente le regole del gioco nel settore dei voli commerciali, ha promesso che a breve il problema si sistemerà. Vedremo.

Tutti siamo un po’ in ansia. Un po’ dispiace per i dipendenti, se effettivamente la situazione di lavoro è come si vocifera, ma anche e soprattutto per il timore che il servizio di “autobus del cielo” possa essere di parecchio ridimensionato. Il nuovo modo di volare si era consolidato e ci piaceva; alla fine era quasi come salire e scendere da un autobus di linea della città.

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