Musica per le nostre orecchie

Vorrei invitare gentilmente i lettori a pensare ad un luogo, ad immaginarvi all’interno di esso e porvi le domande: “Cosa sento? Quali rumori e suoni mi circondano?”. Avrete sempre una risposta perché non esistono luoghi privi di rumori. Ebbene sì, non siamo mai in silenzio anche se a volte non lo percepiamo, visto che siamo sempre circondati da suoni.

ondeTutto nel nostro universo emette un suono, o per precisare, una frequenza che può essere un brontolio, una vibrazione o una pulsazione. Le frequenze si misurano in Hertz (Hz) e vanno da infinitesimamente piccolo a infinito. Il numero di Hz (Es. 10Hz) corrisponde al numero di volte che l’onda sonora fa un’ ansa      ( una curva ), perché come quasi tutti penso sappiano, il suono si propaga in onde. Quanto più il numero di Hertz è basso quanto più il suono apparirà grave all’orecchio e viceversa. Ma non tutti i suoni si possono udire. L’orecchio umano infatti ha un range che va da 18Hz a 20.000Hz circa. Dipende anche dall’età del soggetto, perché i ricettori dell’orecchio umano sono formati da cellule che con il passare del tempo si deteriorano senza rigenerarsi, quindi un neonato ha un range più ampio rispetto ad una persona anziana.

Se pensiamo comunque in quale ambito vengono utilizzati di più i suoni e le frequenze ci viene subito in mente la musica. La musica come la conosciamo noi ha dei limiti che vanno dai 60-64Hz ai 6.000Hz, infatti, anche per una questione di musicalità, nessuno suono è al di fuori di queste frequenze.  Ma come si arriva a raggruppare un insieme di suoni per fare della musica?

Il tutto si basa su misure convenzionali, almeno al giorno d’oggi.  Infatti se prendiamo un qualsiasi strumento moderno noteremo che la nota “La” subito al di sopra del “Do” che si trova al centro del range di note dello strumento,  produce un suono a 440Hz, e su questa convenzione, con calcoli matematici, si sviluppano tutte le altre note.

Però non è sempre stato così, perché fin dall’antichità la nota convenzionale era un “La” a 432Hz ; infatti si è successivamente scoperto che tutte le frequenze emesse dall’universo erano in armonia con quella a 432Hz chiamata poi Frequenza Naturale.

Durante le guerre però, in particolare partendo con la prima guerra mondiale, venne sperimentato un nuovo modo di comporre musica, ovvero a 440Hz. Tutto questo perché non essendo una frequenza in armonia con quella naturale faceva rispondere il corpo in diversi modi, uno di questi era il rilascio di adrenalina che dava la carica ai soldati in guerra migliorandone i risultati. Adesso questo modo di comporre musica a 440Hz è rimasto convenzionale nella maggior parte del globo, ed ha continuato ad essere presente nelle melodie fino ai giorni nostri mettendo in secondo piano la musica a 432Hz.images

Tuttavia, esiste ancora musica composta a 432Hz, quella più famosa risale ai compositori dell’’800 ma se andassimo a ricercare più attentamente arrivando ai giorni nostri scopriremmo che è presente anche in tecniche di rilassamento e concentrazione mentale. Ad esempio l’”OM” dei monaci buddisti e tibetani (Praticato tutt’ora) viene intonato con un gong che emette un suono che ha una frequenza in armonia con quella a 432Hz.

Bisogna ricordare che il silenzio assoluto non esiste, anche se intorno a voi non esistono fondi di rumore, dato che già  il nostro corpo emette sempre rumori, dal respiro al battito cardiaco.

In conclusione vorrei consigliarvi vivamente di guardare un video (Cartone: Paperino nel mondo della matemagica) di approfondimento sull’argomento che mi ha aperto la mente intorno alla musica, facendomela apprezzare ed ascoltare in modi totalmente differenti rispetto al passato. Scoprendo anche collegamenti della musica che fino a poco tempo fa pensavo impossibili, con la matematica e con la natura stessa. Vi lascio con il video .

Luca Riccomini

19 anni , musicista

Lucca

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