Mercato del lavoro : – Aziende – dipendenti + stagisti

Ristrutturazioni, razionalizzazioni, ridimensionamenti, programmi di riduzione dei costi. Le parole offerte al pubblico per presentare al mondo del lavoro i nuovi licenziamenti,  nei mesi finali dell’anno appena trascorso, si sono sprecate. Il fine anno è stato un continuo annuncio. In ogni regione la solita storia.  Se fa notizia, quasi scalpore,  l’assunzione di qualche unità in aziende, che vengono  “celebrate” per l’iniziativa presa e che attirano l’attenzione di migliaia di giovani e meno giovani  in cerca di occupazione, ormai non fa quasi più effetto l’ annuncio di aziende che chiudono o di aziende che comunicano centinaia di licenziamenti.

unoLa ripresa ci dicono da tempo dall’ alto, è partita, c’è, ma noi , popolo …  forse miope, non la vediamo.

I numeri parlano chiaro. Ancora troppi licenziamenti in giro e  poche assunzioni. L’ effetto job acts sembra essere stato più che altro un … fuoco di paglia, per regolarizzare vecchie posizioni aperte.

Oltre alla crisi generale che in Italia più di altri paesi ha trovato il suo habitat naturale, visto che da noi con l’abbondanza di burocrazia e menefreghismo, la mancanza di infrastrutture e l’eccessivo peso impositivo, non riusciamo di fatto a ripartire, c’è un altro fattore all’ apparenza utile, che molte volte viene mal utilizzato dalle aziende, danneggiando  il mercato del lavoro ed i diritti del lavoratore.

Si tratta dello stage, che dovrebbe essere un percorso formativo per i più giovani che devono essere accompagnati nei primi passi nel mondo del lavoro. Con un piccolo contributo economico dell’azienda. che si associa ad un rimborso della Regione, lo stagista a fine mese si ritrova un rimborso spese di circa 500 euro, che male non fa .

Ma oggi  le aziende si aggrappano a tutto per cercare di resistere o di guadagnar qualcosa . Ed allora lo stage molto spesso rischia di essere un abuso e non un percorso formativo visto che nella maggior parte dei casi  al candidato viene offerto sulla carta  uno stage che si rivela essere un vero e proprio rapporto di lavoro,  senza diritti, né una giusta retribuzione. Con stagisti che a volte derivano da lunga disoccupazione o da categorie protette e sono oltre i 40 anni  di età. due

Così alla fine gli stage sono sempre più indecenti perché le aziende vanno a sostituire personale esperto a libro paga , con personale a costo quasi zero,  a cui di fatto non viene offerto un percorso formativo ma solo impegni e ritmi di lavoro di un dipendente vero e proprio .

Riuscirò anche io, come molti altri cinquantenne o giovani in cerca di lavoro , da pochi giorni disoccupato, a ricollocarmi ?

S.B.

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