Ma il Governo…al primo esame di maturità

Come uno studente, il Governo del cambiamento, entrato in carica il primo giugno 2018, ha avuto davanti a sé alcuni mesi senza verifiche, e ciò gli doveva servire per orientarsi, per poter prendere confidenza con le istituzioni nazionali ed europee, per comprendere i meccanismi e la forma da rispettare nel mondo istituzionale. Cosi allo stesso modo un ragazzo quando cambia scuola ed entra alle superiori, gli viene lasciato, prima di essere valutato, un periodo di transizione per orientarsi, perché possa capire i nuovi meccanismi e le metodologie di insegnamento. Purtroppo, con la tragedia di metà agosto del ponte Morandi, il Governo ha interrotto, bruscamente (ma solo per qualche giorno), questo periodo “senza verifiche”, di presa di coscienza del potere.

Ma il Governo, nonostante l’evento complicatissimo e drammatico di Genova, ha reagito immediatamente a parole, di impulso, dando l’idea di grande temperamento e sicurezza, giudicando a caldo colpe e colpevoli e assicurando al cittadini soluzioni in breve tempo. Così da ricevere, ai funerali, anche gli applausi dei parenti delle vittime e della popolazione. Poi giorno dopo giorno tutto è risultato meno chiaro di quanto è stato sentenziato e meno facile di quanto si potesse pensare.

Ma il Governo, come lo studente, ancora non è giudicabile; l’evento di Genova, tanto inatteso quanto traumatico con la conseguente frettolosa reazione, può essere giustificato, così come ad un ragazzo si giustifica un momento di deviazione, per dei motivi seri personali o familiari che durante il corso della vita possono accadere.

Ma il Governo e molti dei suoi componenti, durante il periodo di orientamento che precedeva la prima vera verifica pubblica prevista per l’autunno (il Def – Documento Economico e Finanza), hanno dato l’impressione di avere le idee molto chiare, secondo le proposte elettorali fatte, ma poi nell’affrontare tante piccole situazioni  si è denotata superficialità; quella superficialità forse connubio di poca competenza ed arroganza. La stessa superficialità di tanti nostri ragazzi, arrivati alle superiori ancora immaturi, forse perché in precedenza il percorso scolastico è stato reso anche troppo semplice.

Ma il Governo, al primo esame di maturità del Documento Economico e Finanza che stabilisce la legge di bilancio e come utilizzare le risorse disponibili, è apparso apparentemente immediato e categorico. Poi,  nonostante i tanti dubbi che provenivano da molte parti, ha perseverato senza un pur minimo confronto critico, non riuscendo a  portare chiare giustificazioni di come i provvedimenti avrebbero avuto successo. Andato oltre, il Governo si è trovato, su alcuni punti, di fronte ad evidenti divergenze interne, in qualche modo appianate. Ma le critiche ed i dubbi intorno ai provvedimenti si sono fatte più pressanti, come una bocciatura, alle quali, fino ad oggi sono state date sempre risposte ancora vaghe. Come vaghi sono ancora i numeri e le impostazioni di bilancio, con articoli ancora in bianco nonostante i limiti di tempo previsti per la presentazione siano ormai passati. Ed oltretutto è facile sentire ancora come membri del Governo si correggano a vicenda, sulle cifre e le modalità di alcuni provvedimenti. Ma il credo comune è denigrare l’avversario di turno che si contrappone, a volte anche se parte dello stesso Governo o della stessa coalizione. Come ad uno studente quando va male un esame, che tenderà a dare la colpa ai molti fattori, sia interni che esterni, convincendosi che non dipende da lui: il professore, la materia, la sfortuna di essere capitato al posto sbagliato nel momento sbagliato.

Ma il Governo…speriamo in bene, visto che ci troviamo con un’Italia sempre più isolata, che non ha la forza e le disponibilità (che ci vogliono far credere di avere) per poter andare avanti da sola e, che prima o poi, dovrà chiedere aiuto a qualcuno; come uno studente che non ha seguito con attenzione le istruzioni e gli insegnamenti ricevuti e che alla fine dovrà accettare di buon grado di rivolgersi a  chi possa dar lui delle ripetizioni, per poter arrivare a superare l’ostacolo. 

Ma il Governo, da questi primi mesi e dal primo esame di maturità ho un brutto presentimento, che mi rimanda a quanto scritto prima del suo insediamento,  nel pezzo “Siamo un popolo ed un paese…”  

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