Lungo la nostra via, ogni tanto, un muro

Nonostante libertà e democrazia, che nel nostro paese, in certi casi, sembrano quasi offerti in eccesso, qua e là, in tanta campi e settori, troviamo invece, non così evidente perché mimetizzato, un muro, difficilmente oltrepassabile, che impedisce autonomia e consacrazione dell’individuo.

AAA cercasi disperatamente, in campo, calciatori italiani, soprattutto giovani, durante le domeniche di campionato della serie A.

Questo è l’annuncio che ci viene di lanciare, dopo le prime domeniche giocate nel massimo campionato di calcio italiano.

L’estate calcistica è ruotata tutta attorno alla novità dell’arrivo a Torino, nella Juventus, del più famoso calciatore, il portoghese Cristiano Ronaldo, che ha attirato le attenzioni di tutto il mondo sportivo.

Per il resto, nel calcio professionistico in Italia, soprattutto quello della massima serie, non ci sono sussulti; tutto è sempre uguale ed i problemi sono sempre gli stessi (a parte l’innovazione, che è già dello scorso anno, con l’importante aiuto che è stato offerto all’arbitro, attraverso la tecnologia Var, che ha ridotto all’osso gli errori arbitrali e tolto il lavoro ai molti aizzatori di popolo, attraverso le tante becere trasmissioni televisive).

Questi ultimi mesi, a parte la cocente delusione della mancata partecipazione ai mondiali di Russia della nostra nazionale (unico precedente in Svezia nel 1958!), avevano anche regalato dei piccoli sussulti, inaspettati, con gli ottimi risultati delle nazionali italiane maschili Under 17 ed Under 19, entrambe arrivate alla finalissima dei campionati europei di categoria, poi perse, ma con onore. Ciò a dimostrazione che nei giovani italiani il calcio è ancora vivo e vegeto, dove speranza, passione ed orgoglio si mescolano nell’attesa frenetica del grande salto, nel calcio che conta. Che difficilmente avverrà.

Il perché di tale affermazione pessimistica, è racchiusa nel concetto espresso in una intervista radiofonica, da un addetto ai lavori, Cesare Prandelli, allenatore di calcio (ha allenato con poca fortuna anche la nazionale), al momento senza impiego, ed ex calciatore… con l’arrivo della maggiore età, il muro che superato, permette di entrare al giovane calciatore nel mondo del professionismo, diversamente dalle altre nazioni, in Italia, è quasi insormontabile…

Il muro, che troppo spesso ci troviamo di fronte, stavolta è rappresentato dalle società calcistiche, le quali compongono le squadre, affidandosi quasi esclusivamente a calciatori esperti e, nella stragrande maggioranza, stranieri.

Così la speranza, la passione e l’orgoglio di tanti giovani atleti, con la maggiore età, lascia il passo alla rassegnazione, a meno che qualcuno non cerchi, con caparbietà, di entrare, facendo il giro lungo; evitando cioè  di saltare il muro, attraverso esperienze in campionati esteri, anche se di livello inferiore. Ma la strada non è semplice da percorrere, e solo in pochi si mettono in cammino.

Peccato, la situazione intristisce, ma soprattutto l’amarezza è maggiore quando vediamo che nel movimento calcistico solo in pochi remano per un effettivo cambiamento delle cose.

Stessa situazione, ancora più delicata e preoccupante, che ritroviamo anche nel mondo del lavoro, dove, troppo spesso, il muro per entrarvi dignitosamente, provoca un’attesa estenuante. Anche in questo caso, ci sono sempre più ragazzi che provano la via che porta all’estero, perché il muro, da noi, per troppi, alla fine risulta insormontabile.

La cosa che preoccupa di più in Italia è quella che anziché adoperarsi per cercare di abbattere il muro, i centri di potere, costantemente, svolgono azioni affinché lo stesso sia perfezionato e rinforzato.  

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