L’orto che avanza

L’orto è una passione, è un modo per risparmiare, ed è pure un nuovo trend sociale e di costume. Soprattutto l’orto urbano che è in piena espansione,  consente di vedere la vita  da una diversa angolatura,  cioè permette un cambiamento nei confronti del modo di mangiare, dei prodotti agricoli e della vita rurale, facendo scoprire un nuovo rapporto con la terra, la natura e gli  antichi sapori.orto 1

Gli italiani che coltivano stabilmente un orto sono in ascesa; nell’ultimo anno sono cresciuti quasi del 10% passando da 4,5 milioni a 4,9 milioni di cittadini.

Se prima l’orto era considerato principalmente come un passatempo di pensionati o una vera e propria attività per quanti vivevano in campagna, oggi grazie anche alle riviste ed  ai siti dedicati, i consigli si sprecano e le persone sono sempre più invogliate visto che “ basta un terrazzo “ per avere ortaggi di autoproduzione. Da persona a persona,  l’orto incuriosisce e le famiglie si cimentano nel “ fai da te “ agricolo, anche in spazi ristretti, sostituendo, a limite,  i vasi di gerani con qualche pianta di pomodori ciliegini, basilico, peperoncini.

Anche le amministrazioni comunali sono attente al tema e si impegnano e concedono, a chi lo richiede, spazi residuali di territorio urbano. Alcuni Comuni vanno oltre, predisponendo proprio un piano per destinare una cintura verde ad attività agricole nella città.  Negli ultimi tempi inoltre,  in alcune aree comunali assegnate ai cittadini perché siano coltivate, stanno sorgendo cooperative di persone fruitori, che in alcuni casi, in base alle dimensioni del terreno ed al tipo di produzione, riescono ad assumere anche dei dipendenti per assicurare una costante e corretta coltivazione, stavolta non più di tipo prettamente familiare.

Insomma pubblico e privato uniti nel diffondere la cultura del verde e dell’agricoltura.

Per il  WWF e Grow the Planet ( il più importante sito del settore ) , le ragioni per coltivare un orto sono  almeno cinque: meno Co2 più benessere; meno monotonia più biodiversità; meno al chiuso più all’aria aperta; meno supermarket più autoproduzione; meno cemento più natura in città.

Anche il Governo pare attento al movimento e proprio nel recente decreto del fare ha inserito una norma che semplifica l’avvio di attività agricole e la commercializzazione dei prodotti della terra, che potranno essere venduti al consumatore direttamente nell’orto.orto 2

Insomma a tutti pare interessino  i prodotti genuini della nostra terra. E’ un inizio di un importante  ritorno al passato, di una presa di coscienza delle potenzialità del territorio che  sono pure accompagnate da caratteristiche naturali uniche al mondo.  E se poi dalle coltivazioni della terra avanzasse  qualcosa, non c’è da sgomentarsi, in quanto i residui  potranno essere  inseriti tranquillamente nella compostiera, che produrrà  un compost di ottima qualità riutilizzabile nell’orto stesso , nel giardino, come pure mescolato al 50%  con la terra,  anche nei vasi di fiori.

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