Loro sono pronti, ma noi lo siamo?

La nuova legge elettorale, il Rosatellum, è stata definitivamente approvata.  Consente e favorisce la formazione di coalizioni tra partiti diversi. I partiti,  per entrare in Parlamento, dovranno ottenere almeno il 3 per cento dei voti su base nazionale, altrimenti se si presentano alleati in una coalizione, quest’ultima dovrà raggiungere almeno il 10 per cento dei voti su base nazionale.

Loro, i partiti ed i politici, sono pronti per votare nei primi mesi del 2018, ma noi, popolo “sovrano”, lo siamo?

Io ho cominciato già a chiedermelo, ma la risposta al momento è no, nonostante mi impegni nel seguire con attenzione gli eventi politici italiani ed internazionali. Ma il dubbio è quello che forse, in questo contesto, non sarò mai pronto.

Personalmente sino ad ora ho sempre votato, ma questa volta, a pochi mesi dalle elezioni non so davvero cosa farò. Meglio, non so nemmeno se andrò a votare (astensione), o se andrò, sto anche pensando ad una delle varie possibilità che l’urna ci offre: dare il voto, scheda bianca, scheda nulla, rifiuto della scheda elettorale.

Oggi come oggi neppure i più navigati politologi riescono a spiegare appieno cosa succede nel mondo della politica italiana. Figuriamo cosa possono capire coloro che vi si avvicinano solo nell’imminenza delle elezioni.

In politica negli ultimi anni sembra che tutti parlino a se stessi, mentre gli altri non comprendono o fingono di non comprendere. E’ un tutti contro tutti, anche all’interno di uno stesso movimento. Quando poi per convenienza elettorale o per un particolare fine, si formano apparentamenti o accordi, questi durano il tempo della sola finalità per cui sono stati creati e nulla più.

Per non parlare poi della nascita di sempre nuovi soggetti , dei micro partiti. Se dovessimo andare a ricostruirne la genesi arriveremmo ad un albero genealogico, i cui rami alla fine si aggrovigliano su se stessi.  

Se poi si vuole entrare un po’ nel merito delle linee programmatiche, dobbiamo essere consapevoli che esse potrebbero cambiare di giorno in giorno.

Così alla fine il cittadino ancora interessato,  non capisce più chi è quel soggetto politico e cosa diavolo propone agli elettori.

Ecco il modo per scoraggiare la partecipazione al voto, con elettori che vengono mandati in confusione e che sono sempre più  delusi.

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