L’orgoglio di stare nelle retrovie

Oggi in tanti, in troppi, vogliono stare in prima linea, anche perché le moderne tecnologie lo permettono e lo amplificano. E’ semplice sbandierare ai quattro venti idee, progetti, successi o presunti tali, per farsi vedere sempre più bravi e grandi, come pure può essere facilitata l’azione per coprire errori o mancanze, deviando la realtà. Singoli cittadini, associazioni, aziende, un po’ tutti,  tendono a divenire in qualche modo “pubblici” e “pubblicizzati”, a seconda delle necessità.

In pochi con orgoglio sanno stare nelle retrovie, anche quanti avrebbero invece di ben donde di dimostrare la propria forza ed il proprio successo.

Un caso, forse tra i più importanti, ci proviene dalla storica industria dolciaria piemontese, la Ferrero, proprietaria di tanti marchi conosciutissimi in ogni parte del mondo (Kinder, Nutella, Tic Tac, Estaté ecc.). Nata nel 1942, come semplice pasticceria, nel corso degli anni si è evoluta ed ingrandita al punto che oggi è una multinazionale; terzo gruppo mondiale fra le aziende dolciari mondiali, con 30mila dipendenti, 22 stabilimenti sparsi in ogni parte del mondo e un’ottantina di società controllate e consolidate.

Ma perché abbiamo presentato la Ferrero come caso quasi anomalo, nonostante sia famosissima ed apprezzatissima in tutto il mondo?Perché anche se in pochi lo sanno, come dicevamo, l’azienda,  come filosofia, preferisce stare nelle retrovie, ben operando ma senza tanti proclami.

Il gruppo Ferrero è un insieme di società modello, che non vuole perdere la propria identità nazionale e che fa di tutto per privilegiare la sicurezza e la salute dei lavoratori in ogni parte de mondo, ponendo la massima attenzione anche per evitare lo sfruttamento del lavoro minorile da parte delle aziende fornitrici.

Ma non solo questo, visto che, per non dover ridurre la qualità del prodotto in favore del fattore “redditività”, la proprietà aziendale ha sempre respinto le avances di una quotazione in Borsa. Situazione davvero molto rara per un’azienda di simili dimensioni. Perché la Borsa è sì vero che dà maggiore visibilità, dà maggiori opportunità finanziarie e di investimento, ma dà anche maggiori pressioni sui risultanti di bilancio che trimestralmente devono essere presentati agli investitori sia pubblici e privati, che spesso va a discapito della qualità e delle drastiche regole sociali che l’azienda si è imposta.

La storia della famiglia Ferrero, che ancor oggi, alla terza generazione, accompagna l’azienda, per l’appunto familiare, senza cedere alle lusinghe ed alle proposte provenienti da ogni parte del mondo, è una storia importantissima, di un grande successo, costruito con tenacia e con orgoglio.

Ma la sua unicità sta nel fatto di stare nelle retrovie.

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