L’onda cinese

Da duemila anni i cinesi considerano l’enorme onda di marea del fiume Qiantang come un vero miracolo della natura. Il fenomeno avviene ogni anno tra fine settembre e i primi giorni di ottobre. Si tratta dell’onda più grande al mondo ( raggiunge i 10 metri ) causata dal fatto che la parte anteriore della marea, che giunge dal mare, forma un’onda che si muove nella direzione opposta alla corrente del fiume.

Non so se ci avete mai pensato, ma la Cina è molto più vicina a noi di quanto si possa pensare. Cinesi di qui, cinesi di là. Si va e si torna dai cinesi. Tutti o quasi abbiamo rapporti con dei cinesi nei nostri quartieri.

Sempre più spesso in giro ricorre la frase: “vado dai cinesi” o “sono stato dai cinesi”. Perché i cinesi ormai sono proprietari di buona parte delle attività cittadine (lasciando da parte il capitolo dei grandi investimenti industriali, immobiliari e commerciali).

Bar, ristoranti, lavanderie, sartorie, parrucchieri, ambulanti, negozi e magazzini per articoli della casa ecc. ecc. Gli imprenditori cinesi in Italia non conoscono crisi. Lavoratori instancabili, il loro principale obiettivo è quello di accumulare denaro nel minor tempo possibile, per poi trasferirlo nel proprio paese. La maggior parte di loro non deposita i soldi nelle banche italiane; a limite può incassare assegni o versano i soldi necessari per fare giusto appunto dei pagamenti.

Aprire un bar per uno di loro non nasce dalla passione o dall’amore per quel tipo di attività, ma soltanto dalla possibilità di creare reddito. Più si sta aperti e più si incassa e con il bar, per esempio,  questo è possibile.

I prodotti cinesi ormai sono dappertutto, hanno invaso non solo i loro scaffali ma anche i nostri.

Il concetto e la predisposizione mentale che porta alla frase “…io dai cinesi non ci vado mai, i miei soldi non glieli do…” non ha più senso; il made in China ormai è ad ogni angolo di strada e troppe volte ci costerebbe tempo e fatica trovare un’altra soluzione per l’acquisto di un prodotto o di un servizio.

E poi anche la parte economica riveste ormai  la sua importanza e può pesare nella decisione finale: “…troppo caro, vado a comprarlo dai cinesi…”.

A questo punto cosa fare? Innanzitutto dobbiamo imparare la loro lingua, perché, solo per fare un esempio, per le autorità italiane, anche il controllo di un diploma, di un documento o di un permesso di soggiorno può risultare complicatissimo. Poi ci sarà da rivedere le regole e pensarne di nuove, chiare e condivise, sia da un punto di vista commerciale che finanziario.

Il profilo della “nostra” Italia sta mutando. E’ quindi necessario sviluppare la conoscenza e la consapevolezza di quest’onda cinese, che potrebbe divenire anche pericolosa.

 

 

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