L’invenzione italiana del pannello passivo, ma non troppo

Lo si colloca come un normale pannello o un quadro all’interno di ambienti (esempio vicino a stampanti o nei locali dove si trovano inquinanti atmosferici) oppure all’esterno, come copertura di opere edili o come maxi affissione, visto che può essere pure stampato con loghi, foto e immagini.

Funziona in maniera passiva perché non deve essere alimentato da fonti esterne, ma in realtà è un pannello molto attivo. Composto da una speciale tessuto multistrato, ha la capacità di assorbire, bloccare e disgregare le molecole inquinanti presenti nell’atmosfera, garantendo almeno per un anno una costante riduzione dell’inquinamento di circa il 20%.

Brevettato da una piccola start up italiana (Anemotech srl), il pannello è stato chiamato The Breath e da poco tempo è entrato sui mercati.

La grande innovazione sta nel fatto che svolge la propria attività benefica sfruttando esclusivamente la naturale circolazione dell’aria.

Così ci troviamo di fronte ad una tecnologia efficiente e per di più ad impatto zero.

Questa capsula del sapere andava divulgata, perché fa parte di un settore, quello green, che può aiutare il mondo a salvarsi.

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