L’interesse verso la terra c’è

L’interesse è un sentimento che porta ad un coinvolgimento attivo.Se si pensa che alcuni anni fa la campagna e l’agricoltura  erano sinonimi di sottosviluppo e semplicità, oggi siamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione culturale. L’interesse verso la terra c’è, visto che chi decide di dare continuità all’ azienda familiare o chi scommette, entrando per la prima volta nel mondo dell’agricoltura ( agricoltori di prima generazione ) , non si nasconde, non si vergogna  ma è contento ed orgoglioso. Ne va fiero.

Le statistiche dicono che un’impresa agricola su tre è nata almeno nell’ultimo decennio.

Ci troviamo di fronte ad una nuova generazione di contadini  ed allevatori che non solo cercano di portare avanti la crescita economica del nostro paese, ma pensano anche di proteggere la cultura, il suolo e l’ambiente che ci circonda.

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Ma purtroppo in giro abbiamo ancora forze contrarie rivolte verso la terra  non ad  un interesse reale,  ma bensì a quello finanziario. Abusi, concessioni capestri; sono sempre troppe le criticità del nostro territorio, causate da malaffare e superficialità.

In tanti evocano una seconda Riforma Agraria  ( la prima fu nel 1950 con risultati solo in parte positivi ) per dare il giusto risalto ad un grande patrimonio agro-pastorale presente nel nostro stivale, pensando ad un piano complessivo di rinascita delle terre incolte e dei paesi abbandonati che avrebbe, fra l’altro, un benefico effetto sulla prevenzione degli incendi e del dissesto idrogeologico.

Insomma, anche con  la spinta che viene dai migranti e con la voglia di molti di  poter lavorare dignitosamente, di avere una casa, si  potrebbe costituire una occasione importante per la rinascita di zone destinate all’abbandono.

Se l’interesse verso la terra c’è, va colta l’occasione al volo.

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