L’evoluzione del bike sharing

Il programma Okobici lanciato alcuni anni fa a Copenhagen è arrivato anche  in Italia grazie a un incubatore per start-up: ecco il futuro del bike-sharing.

Okobici è un servizio di bike sharing fondato sulla condivisione,attraverso un dispositivo tecnologico applicato alle biciclette e di una interfaccia (web e mobile) per la gestione e l’interazione con il servizio.

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Siamo sempre nell’ambito del bike sharing con i seguenti nuovi elementi : un lucchetto tecnologico, un sistema di riconoscimento utente ed un sistema per il dialogo del dispositivo con il server che si applica in maniera irreversibile alla bicicletta e la rende condivisibile.

Ovunque posso posteggiare la mia bici , visto l’utente registrato effettua una ricerca via web o mobile . Trovata la bici più vicina il ciclista si autentica,  sfruttando la tecnologia GPRS, così da poter essere utilizzato il mezzo, andando a sbloccare la parte elettro-meccanica del dispositivo che funge da lucchetto.

Il servizio  è una evoluzione del  bike sharing tradizionale, che permetta anche di portare la ciclomobilità in zone urbane non servite, fuori dai percorsi e dai parcheggi stabiliti .

immagine2L’evoluzione sta ne fatto che la condivisione dei costi vede più soggetti attivi : chi compra un dispositivo e condivide poi  la propria bicicletta;  chi paga un abbonamento annuale (analogo a quello di un bikesharing) e usufruisce del servizio e chi è poi il responsabile per la riparazione delle biciclette. Alla fine poi il progetto prevede dei meccanismi per la condivisione di una parte degli utili tra il primo e l’ultimo soggetto appena descritti.

Il servizio è stato sviluppato per essere fruibile a livello europeo. Viste le modalità veramente innovative non sappiamo ancora se il progetto potrà attrarre l’attenzione di molti utenti.

Nel frattempo in Italia è stato ideato un progetto privato dal titolo Cyrcolo , che  è in parte simile ma è  una evoluzione di Okobici. Cyrcolo ha come obiettivo quello di superare totalmente i limiti imposti dal servizio classico di bike sharing, con deposito del mezzo in zone prestabilite, rendendo semplice  la localizzazione dei mezzi  nelle zone più vicine all’utente, fuori dagli schemi dei parcheggi prestabiliti dal bike sharing.

Insomma la tecnologia e l’ingegno dell’uomo sono veramente avanti. Riusciremo mai a raggiungerli, per sfruttarli appieno ?

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