L’erba del vicino è davvero più verde

Immaginiamoci un uomo che viene trasposto da una tavola, all’ora di pranzo, di una cucina di una famiglia contadina degli inizi del 1900, ad una tavola, all’ora di cena (perché a pranzo in casa oramai non si trova più nessuno), di un normalissimo appartamento di una delle tante periferie delle nostre città, ai giorni d’oggi.

A quell’uomo, quella cena, nel migliore dei casi, sarebbe quanto meno rimasta molto indigesta. Oppure nel peggiore dei casi sarebbe stato necessario un ricovero urgente in ospedale, per aver ingerito presunti “veleni”. E sì, ormai è innegabile: i nostri alimenti, progressivamente negli anni, si sono contaminati da tantissimi veleni e da tantissimi elementi chimici. Mare, pioggia, corsi d’acqua, aria: più o meno tutto il contesto in cui viviamo è inquinato.

Per l’uomo venuto da lontano, l’ambiente ed cibo erano altro; per l’uomo dei nostri giorni cresciuto e sempre vissuto in tale condizione, il fisico si è dovuto giocoforza adattare, temprare, anche con l’aiuto di sempre più potenti e sofisticati farmaci.

Ciò nonostante in tanti hanno cercato e stanno cercando di ribellarsi a questo stato delle cose. Per questo motivo nel corso degli ultimi decenni è nato un movimento, reale o psicologico (questo è difficile da valutare), improntato alla conversione dell’economia in chiave sostenibile. Siamo circondati da molti sforzi e tante buone parole come “sostenibile”, “biologico”, “naturale”,  “vecchi sapori”,  “verde”. Ma intorno a noi è difficile trovare o riscoprire zone “franche”, perché poco più in là ci sarà sempre qualcosa che potrà arrivare a danneggiare un contesto realmente naturale.

Ma allora, mi chiedo: esistono vicino a noi, zone incontaminate, zone in cui davvero, senza doppi sensi, “l’erba è molto più verde della nostra”?

Parrebbe di sì. E sapete dove? In Galles, una delle quattro nazioni che compongono il Regno Unito.

Perché le fonti locali ed i visitatori che hanno attraversato il paese, ci raccontano di un quadro inaspettato, apparentemente solo sognato. Un quadro che comprende tutta la regione, non solo poche aree.

Zone verdissime, spiagge, colline e vaste praterie; erba di un colore verde difficilmente ritrovabile altrove, ricca di minerali, bagnata da piogge davvero “pulite”, per opera dei venti oceanici che spazzano il cielo e non gelano la vegetazione. Mare incontaminato dove nuotano foche e delfini. 

Piccoli villaggi rimasti ancora intatti, con la popolazione del luogo che si adatta ai ritmi delle stagioni.

Il tutto condito da allevamenti di bestiame (agnelli e manzi), con animali che trascorrono la maggior parte del loro tempo all’aria aperta, nutrendosi soltanto dei prodotti naturali della terra, tra cui l’erba che in tanti considerano la più nutriente d’Europa. Nessun allevamento intensivo, perché qua davvero le carni gallesi vengono prodotte tenendo conto che dovranno essere destinate al consumo umano.

Il Galles, dove la quiete regna, paese lontano dalle mete turistiche, credo proprio sia una delle prossime destinazioni da scoprire, perché c’è da toccare con mano se “l’erba del vicino è davvero più verde”.

Pubblicato in Ambiente e con Tag , , , , , , , , , , . Usa il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

tre × 3 =