Le nuove frontiere del turismo: sportivo e sanitario

Il turismo è una delle principali industrie del nostro paese e di molti altre nazioni. Se andiamo ad esaminare le varie tipologie di turismo vediamo che fino a pochi anni le categorie erano rappresentate essenzialmente da :1. Turismo balneare 2. Turismo montano 3. Turismo dei laghi 4. Turismo verde 5. Turismo termale 6. Turismo culturale 7. Turismo scolastico 8. Turismo religioso 9. Turismo congressuale.

Ma dalla fine degli anni novanta si stanno facendo largo importanti flussi migratori per altre due forme di turismo: quello sportivo e quello sanitario.

Il turismo sportivo, in espansione, come lo è la pratica dello sport, può diventare un settore davvero appetibile e proficuo anche perché a sua volta può essere rappresentato da gitanti che si spostano come spettatori (partecipazione legata ad uno spettacolo in cui l’approccio visivo è fondamentale), come attori (partecipazione attiva fisica basata sulla capacità tecnica e sull’esperienza) o come visitatore( per capire da vicino come si svolge una importante manifestazione ).

Tanto per fare alcuni esempi, chi mai avrebbe immaginato che migliaia di persone ogni anno sarebbero volate a New York o a Roma  per la maratona? Chi avrebbe mai pensato ad una invasione pacifica di tante persone straniere, sfegatate del tennis o semplicemente desiderose di esplorare uno dei luoghi sportivi più famosi al mondo, come il complesso ed i terreni in erba di Wimbledon, a Londra? Per non parlare poi delle partite di Champion League di calcio, seguitissime dai tifosi in tutta europa, o delle gare ciclistiche amatoriali sulle vette delle nostre bellissime Dolomiti.

Il turismo sanitario, contrariamente allo sport, che rappresenta un momento di svago e di pratica del proprio hobby, sposta flussi migratori per motivi di salute. Milioni di pazienti (ogni anno nel mondo si contano più di 7 milioni) si mettono in viaggio per cercare maggiori sicurezze, professionalità, qualità ed a volte prezzi inferiori, nelle cure mediche.

Ed il nostro paese è ai vertici della classifica mondiali, ed ai primissimi posti di quella europa, soprattutto per gli ospedali che hanno conquistato il sigillo d’oro, per standard di sicurezza e qualità delle cure.  

Ma lo stesso turismo sanitario, da noi, soprattutto nel settore pubblico, ha cominciato solo da pochi anni a muoversi in favore dei pazienti e dei loro accompagnatori. I servizi da completare sono molti: interpreti, cartelle cliniche nella lingua del paziente, infermieri a disposizione anche di notte. Ma anche servizi navetta da e per l’aeroporto, stanze per i parenti, convenzioni con i grandi alberghi, tv satellitare in camera.

Come vediamo sia per il turismo sportivo che per quello sanitario c’è una vera opportunità di sviluppo e di creazione di posti di lavoro.Bisogna ascoltare l’utenza creando interesse e coinvolgimento.

Per far questo c’è bisogno di curare gli aspetti relativi all’organizzazione interna, ai processi, alle procedure di accoglienza. Inoltre c’è da abbattere le barriere linguistiche, valorizzare le proprie eccellenze (professionali, tecnologiche, ecc.) e stabilire e consolidare contatti sinergici con operatori del settore turistico-alberghiero.

Insomma, le nuove frontiere del turismo sono aperte; diamoci da fare.

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