Le due facce della stessa medaglia

Non ricordo più neppure in quale fase della pandemia siamo. Quello che invece rilevo tutti i giorni è che nel nostro paese stiamo vivendo due facce della stessa medaglia. Forse le due facce grossolanamente si possono racchiudere con le parole paura e speranza.

Paura, per le conseguenze di un contagio ma anche per la normativa e la burocratizzazione del nostro sistema. Così le indicazioni e le prescrizioni che arrivano dall’Inail e dall’Istituto Superiore di Sanità, molto particolareggiate, sono state recepite e tutt’ora continuano ad esserlo nell’ambito pubblico (Scuola, uffici pubblici, Sanità, Chiesa), dove tutto o quasi è ancora pressoché fermo e molto distanziato, creando anche problemi a tante persone ed alla collettività.

Speranza, con la ripresa di molte attività aperte al pubblico, con le persone e soprattutto i giovani che affollano le strade e le spiagge, con i mezzi pubblici pieni non solo per andare a lavoro ma anche per arrivare nei luoghi di mare più gettonati e così via. Speranza, che si dovrebbe associare anche al senso di responsabilità del cittadino e delle aziende.

Così a seconda di dove ti trovi, vivi una faccia della medaglia, che è opposta all’altra.

Facciamo un pratico esempio.

Un giovane che quest’anno aveva l’esame di maturità, per il colloquio finale a scuola è stato fatto attendere sulla strada, nemmeno all’interno dell’Istituto, poi una bidella lo ha prelevato e lo ha scortato fino alla classe, dove, con tutte le distanze e gli accorgimenti del caso ha svolta la prova di esame. Ogni studente accedeva attraverso un percorso, poi per uscire ne seguiva un altro e, per ragioni di distanziamento, assolutamente non poteva incontrare il compagno che lo precedeva o lo seguiva.

Poi la sera, gli stessi ragazzi si incontrano per stare insieme, con assembramenti, baci, abbracci, assenza di mascherine e chi più ne ha più ne metta.

Tutto questo ormai da oltre un mese è la nostra realtà ed i contagi alla fine, nonostante tutto, sopravvivono più che altro nella regione che da sola ha rappresentato oltre il 50% del problema in Italia, cioè la Lombardia.

Ed allora lasciamo da parte tutti un po’ di ipocrisia, perché una via di mezzo rispetto alle due facce della medaglia, ci può e ci deve essere. Dobbiamo essere sì positivi ma ancora moderatamente attenti, perchè ogni previsione sul virus è stata sempre disattesa e nessuno sa cosa accadrà nei prossimi sei mesi.

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