Lavoro: pochi lavorano troppo, molti non lavorano

Nell’articolo intitolato “ Mercato del lavoro: le nuove figure “ non professionali” pubblicato sul nostro sito venivano messe in evidenza le nuove  figure dei working poors” (poveri pur avendo un lavoro) e dei “neo-umiliati”( laureati inseriti nel mondo del lavoro  con pochi diritti e tanti doveri e stipendi da fame ).

carichi di lavoro 1Stavolta dobbiamo soffermarci brevemente  su un’altra questione, sempre riguardante il mondo del lavoro, altrettanto delicata. I datori di lavoro,  visto il momento, sono costretti o sfruttano l’occasione per tagliare i posti ed aumentare i carichi di lavoro di coloro che rimangono in forza, con un evidente aumento delle ore di straordinario, in alcuni casi neppure retribuite, che porta ad una  minore produttività  ( vista la molteplicità di ruoli da ricoprire contemporaneamente ) , spesso anche dannosa per l’azienda stessa.  Pertanto si arriva all’assurdo che in un momento di crisi come questo,   un soggetto ricopra una serie di funzioni in precedenza  svolte da due o tre persone. Questo favorisce l’azienda che risparmia sul costo del personale, ma spesso comporta un incremento complessivo dei costi di gestione,  come pure può risultare un peggioramento dei servizi offerti alla clientela.

Per il sistema sociale tale situazione evidenzia oltre alla perdita di posti, anche un peggioramento della qualità del lavoro per quanti rimangono in attività.

Per l’Italia, le statistiche parlano di un tasso di occupazione di circa il 56% rispetto al 64%  della media europea e si riscontra che lo stesso tasso  risulta maggiore in quei paesi dove le quote di lavoro part-time sono parecchio superiori rispetto alle nostre. Proprio il part-time permetterebbe, con un limitato aumento di spesa sulle retribuzioni complessive, un evidente incremento della quota lavoro, della produttività ed un maggiore equilibrio sociale. E perché no, potrebbe essere ben visto anche dal lavoratore stesso, permettendogli di svolgere altre attività in famiglia , hobby, oppure ulteriori occupazioni lavorative in tutt’altro contesto.

part timeChiaramente con un lavoro part-time  anche la vicinanza dal luogo di lavoro assume una certa importanza ( minori spese di trasferta, flessibilità negli orari). Grazie alle moderne tecnologie, non sarebbe poi neanche così complicato individuare sul territorio in cui è presente un’azienda, personale adatto alle funzioni richieste. Infatti,  con i nuovi metodi di  geo-localizzazione,  le aziende potrebbero essere in grado di individuare quei profili professionali che risultano vivere vicino all ’azienda stessa , valutando  facilmente il loro interesse. E perché no, anche lo Stato potrebbe contribuire con ulteriori sgravi, rispetto a quelli già previsti per legge ( giovani, mobilità )  a favore di quelle aziende che assumono personale part-time che abita nelle vicinanze del luogo di lavoro, visto che il beneficio sarebbe diffuso ( minore traffico per spostamenti, minori costi di trasferta che mantengono il salari ecc. ).

Insomma con un po’ di volontà e di buonsenso  da parte di tutti, le possibilità di migliorare la situazione attuale sono svariate e tutte percorribili.

 

 

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