Lavoro e distanza

La parola distanza è un termine che rappresenta l’intervallo spaziale tra due luoghi, cose o persone. Se associamo ad essa la parola  lavoro si ottengono vari  significati, tutti coinvolgenti,  diversi tra di loro a seconda sia della posizione in cui si trovano  i due termini, che delle vocali ,  degli articoli e delle preposizioni che li precedono o li seguono.

Lavoro a distanza …  –  Lavoro,  aumenta la distanza…  –  Distanza dal lavoro… –

Lavoro a distanza …  Secondo alcuni modelli, il 60% del lavoro che si svolge nelle aziende potrebbe essere eseguito tranquillamente da casa, per mezzo delle attuali tecnologie , che ora non stiamo a illustrare,  ma che quasi tutti conoscono o almeno immaginano.  Ma la questione, soprattutto in Italia, di sviluppo di tale forma di lavoro non è solo tecnologica, ma anche di cultura, visto che la “presenza” in azienda è troppo radicata da noi. E si che molti sognerebbero di beneficiare di un lavoro a distanza, sia per comodità , che per stare più vicino alla famiglia risparmiando pure importanti somme per le spese di trasferimento casa-lavoro. La nostra speranza è quella che per il  lavoro a distanza non occorra un periodo di assimilazione lungo quanto quello del part-time . 

Lavoro,  aumenta la distanza… Il lavoro, purtroppo è sempre più distante, l’intervallo tra chi ricerca  un posto e chi lo offre è sempre più grande; trovare lavoro è  diventato quasi una caccia al tesoro, tesoro che poi quando si  è trovato non è poi così dorato, ma anzi spesso risulta deludente, neppure sufficiente, ma per  l’estenuante ricerca e per la mancanza di alternativa non può essere buttato, lasciato per strada. I tentativi fin ora fatti da ogni governo sono serviti a ben poco, vista la complessità della situazione in Italia  e soprattutto dei  mercati a livello mondiale. Anche noi abbiamo cercato di contribuire alla causa con proposte formulate negli articoli intitolati :  Lavoro parte 2 : proposte per il nuovo anno e  Unire le forze per il lavoro 

Distanza dal lavoro… C’è chi dice che le distanze dei pendolari si misurano in minuti, non in chilometri. Come le distanze astrali.  Da tempo si è interrotta quella tradizionale sovrapposizione tra lavoro e vita quotidiana che aveva caratterizzato le società precedenti, sia nelle attività agricole (casa, stalla e campi) che in quelle artigianali e professionali (casa e bottega, casa e ufficio).  L’equilibrio vita-lavoro pende chiaramente dalla parte del lavoro, anche perché per trovare un posto si deve girovagare in lungo ed in largo per sperare in qualcosa. Ed allora, pur in un simile contesto,  ci sentiamo  in dovere di provocare.  Infatti ci piacerebbe molto che per le nuove assunzioni  la prima domanda ad un colloquio di lavoro  fosse “dove abiti ?”.  Ed ancora, come sarebbe bello che la normativa del lavoro favorisse anche in termini economici le aziende disposte ad assumere personale residente nel vicinato ! Con notevoli benefici per tutti ( azienda, territorio, lavoratore ).  Minor inquinamento, traffico infinitamente minore,  minori costi con aumento del peso della busta paga, qualità della vita molto migliore ( più tempo per se stesso, per la famiglia, per lo sport ).

Distanza e lavoro, lavoro e distanza, questo incerto connubio…

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