Il “lanternino” strumento del Cinico e dei Fondi di Investimento

Il modo di dire “Cercare con il lanternino” è usato per indicare qualcosa cercata con grande pazienza e con attenzione. Questo modo di dire si rifà alla lanterna del filosofo greco antico Diogene di Sinope, detto il Cinico, che in pieno giorno, era solito girovagare lungo le vie delle città con una lanterna accesa. A chi gli domandava cosa stesse cercando, lui rispondeva affermando di essere alla ricerca dell’uomo.

Allo stesso modo del Cinico, nel mondo economico, da qualche anno, troviamo una vasta gamma di potenziali investitori che sono posizionati sui mercati delle imprese italiane e stanno cercando per l’appunto con il “lanternino”, aziende sui cui investire gli ingenti capitali a disposizione. Tanti soldi messi a disposizione dalle banche, da imprenditori, da manager, da faccendieri, da semplici cittadini; un enorme patrimonio che dovrebbe rendere qualcosa a chi lo possiede e non costare, come oggi spesso accade.

La figura del filosofo Cinico è rappresentata dai potenziali investitori, che si propongono attraverso i fondi di investimento, per mezzo di società di gestione del risparmio. Ultimamente ne stanno nascendo come funghi, anche perché le banche, che dovrebbero essere i partner principali delle aziende, sembrano quasi essere fuori da giochi (un po’ per tanti problemi di copertura delle insolvenze, un po’ perché non riescono ad individuare nuove strategie per rigenerarsi e restare sui mercati).   

Rivolti con la massima attenzione al mondo dell’imprenditoria, nel quale vorrebbe puntare buona parte dei capitali a disposizione, i fondi di investimento trovano con difficoltà l’”uomo “giusto, in questo caso “l’azienda”giusta, anche perché il sistema imprenditoriale italiano non è stato in grado di preparare le proprie aziende alla trasparenza e soprattutto a gestire un eventuale go-public ( diventare pubblico, apertura verso l’esterno).

Tante volte abbiamo sentito dire: “l’azienda è mia e ne faccio quello che voglio e nessuno si deve intromettere!”. Tale impostazione un po’ miope ed ostaggio di fisime, ha ingessato la maggior parte delle imprese che, con difficoltà riescono oggi a porsi di fronte ai nuovi interlocutori.

Nonostante che negli ultimi anni l’approccio da parte gli operatori economici, in questo caso i fondi di investimento, si sia trasformato da cinico (ogni riferimento al filosofo greco Cinico è puramente casuale) a costruttivo.

Infatti se 15 anni fa si entrava in aziende alla ricerca di prede da far indebitare per poi uscire dopo 2-3 anni con un importante guadagno per gli investitori, lasciando l’impresa allo sbaraglio e piena di problemi, oggi l’intervento dei fondi di investimento si basa nella maggior parte dei casi su un programma a medio termine, che può possono arrivare anche fino a 8-10 anni. Ricapitalizzare l’azienda, cercare di costruire la managerialità perduta, potenziare l’azienda sia da un punto di vista commerciale che produttivo; ecco alcuni punti che dimostrano una certa maturità di questo tipo di strumento sempre più offerto sui mercati.

Ed allora dove e perché investire in Italia? La ricerca, anche per gli addetti ai lavori, non è così semplice, anche per i motivi sopra detti.

Tornando al lanternino, è bene comunque fare attenzione perché a seconda se mettiamo o meno il punto interrogativo alla fine della frase,  il significato può cambiare radicalmente. Me li trovo tutti con il lanternino?

Cioè trovare cose o persone che portano guai, come se fossero frutto di una ricerca attenta ed accurata.

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