L’alberino solitario della Val D’Orcia

Nel tragitto di strada sterrata che ho percorso a piedi, per andare a veder da vicino la chiesetta della Madonna di Vitaleta, edificio sacro posto sotto tutela dall’Uniesco, che si trova nella località rurale di Vitaleta, nel territorio comunale di San Quirico d’Orcia, in provincia di Siena, nella famosa e bellissima Val d’Orcia, tra le cittadine di Pienza e per l’appunto San Quirico D’Orcia, uno scorcio di paesaggio mi ha fatto riflettere.

Ciò che ha attratto la mia attenzione, il 30 aprile scorso, in una bella giornata di sole, si intravede in questa foto.

Terreni coltivati ad erba medica, alternati a terreni arati dai quali risalta solo il colore della terra. Ma al centro di tutto c’è ancora un alberino solitario, vispo, con una chioma fitta e verde, alla cui base è rimasta un po’ di vegetazione, che lo circonda e lo protegge.

Non so come mai, ma questo quadro mi hanno fatto fantasticare, catapultandomi nel mondo della politica. In modo particolare mi ha fatto venire alla mente il senatore Matteo Renzi, ex segretario del PD.

La poca vegetazione verde che lo circonda mi è apparsa subito come quel gruppo di fedelissimi parlamentari, che l’ex segretario PD ha piazzato attentamente nelle liste elettorali, prima nei collegi uninominali di riferimento e poi ai primi posti della ripartizione proporzionale, così, nel caso, da essere ripescati. Onorevoli e senatori fidati collaboratori, i quali, con la loro presenza in Parlamento, possono indirizzare il partito, verso le volontà di Renzi, anche se diversa dalle indicazioni della segreteria di partito.  Ma non solo. Insieme a fedelissimi parlamentari, mescolati nella stessa vegetazione ci sono anche alcuni iscritti e simpatizzanti del partito. L’impressione, però, è che questo ciuffo verde, alla base dell’albero, si stia giorno dopo giorno assottigliando.

L’albero è proprio lui, il senatore Renzi, posizionato ancora in una zona strategica, con un buon fusto, una bella chioma, non preoccupato delle intemperie e della solitudine che si sta creando attorno a lui, per effetto dell’aratura; oltretutto pare ancora sicuro di sé, per niente interessato a cosa sta avvenendo attorno.

Le colline arate terrose e polverose o quelle verdi, sono opera di quei partiti e movimenti, che hanno avuto buoni risultati alle ultime politiche, che hanno delineato dei confini, hanno trovato il loro posizionamento ed,  al momento,  sembrano, a parole, ripuliti e pronti a dar frutto.

In questo quadro paesaggistico, l’albero a prima vista richiama l’attenzione, non certo per la sua prestanza e per il posizionamento, ma perché è un po’ buffetto dato che pare quasi voler restare lì ad ogni costo, anche se ha già fatto il suo tempo, nonostante la giovane età; anche perché la vegetazione si è trasformata e non c’è più alcun legame con la collina che lo circonda.

Stefano Bortoli

Pubblicato in Politica - Scuola - Società e con Tag , , , , , , , , , . Usa il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *