L’acqua calda delle nostre parti

Terremoti, alluvioni, emergenza rifiuti, traffico in tilt, parcheggi, scuole ed impianti fatiscenti, grandi navi nella laguna di Venezia, ritardi cronici nella pubblica amministrazione, la pressione fiscale, l’evasione fiscale ecc. ecc. Tante volte ci troviamo, nostro malgrado, ad affrontare l’acqua calda.

Perché Il nostro è un paese che ignora anche l’acqua calda fino a quando qualcuno l’acqua calda non te la tira addosso.

Ma noi italiani dobbiamo, alla fine, metterci d’accordo anche sull’acqua calda, che parrebbe così tanto evidente.

Ogni volta che inciampiamo in una disfunzionalità profonda, diciamo… lo sapevano tutti, questa è acqua calda…

Ma se ci pensiamo bene l’acqua calda evidenzia la nostra incapacità di misurarsi con tanti problemi strutturali che rimangono perennemente nel nostro paese. Poi, quando qualcuno l’acqua calda la fa scorrere e noi ci scottiamo, arriviamo anche a dire che non lo sapevamo che brucia così tanto.

Ma a quel punto è troppo tardi, il danno è avvenuto e c’è da prendere comunque una drastica decisione, che ci deve far scegliere tra cosa vogliamo e cosa dobbiamo fare.

In quel momento si sceglie sempre la soluzione che cerca di scontentare poco tutti, ma che lascia troppo spesso ancora aperti i problemi strutturali.

Ed allora è necessario smettere di ascoltare i pifferai, come pure dobbiamo smetterla di bersi le frottole di chi sostiene che esiste una ricetta buona per tutto.

Sembra che sappiamo tutto e conosciamo tutto , ma quando l’acqua calda si manifesta davvero, ormai è tardi, una nuova tragedia. E dopo riusciamo a fare quasi sempre la cosa sbagliata, fateci caso, pur sapendo i rischi e la portata dell’acqua calda.

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