La valuta, la svalutazione ed il continuo vociare

imagesNel 1992 ci fu l’ultima svalutazione della Lira. Nell’agosto 2015 c’è stata da parte della banca centrale della Cina (prima potenza industriale al mondo), la Banca Popolare Cinese, la svalutazione, in due riprese, della moneta nazionale (ricordata proprio in questi giorni, con toni polemici, da parte del prossimo presidente americano Trump). Dal referendum della Brexit la sterlina inglese, sui mercati, è in caduta libera. Il dollaro statunitense, che è la valuta dominante nel mondo, ha sperimentato in tempi recenti, una debolezza ed una discesa, forse organizzata a tavolino.

Svalutare una moneta vuol dire, in soldoni, fare valere di meno i soldi in proporzione alle cose che possono essere acquistate.

In Europa con l’avvento dell’euro, dopo i primi anni di assestamento, è un continuo vociare in favore o contro una svalutazione della nostra moneta. Ad esempio, anche per due paesi vicini di casa ci sono opposte visioni: per la Francia è troppo forte, mentre per la Germania è ancora troppo debole. Per sintetizzare, con l’euro forte si compra meglio, con l’euro debole si vende meglio.

Di fianco, c’è la BCE, la Banca Centrale Europea, che in silenzio fa tutto quanto è necessario per preservare l’euro.

C’è chi ogni tanto estremizza che bisogna tornare alle monete nazionali (da noi Salvini e Grillo periodicamente ritornano sull’argomento solo per fare clamore,senza dare soluzioni e rassicurazioni sulla tenuta di valore di una possibile nuova moneta), c’è chi dice che l’euro si deve svalutare, perché un euro troppo forte distrugge la nostra economia, c’è chi dice invece che la grandezza dell’euro è tutta nella sua “forza”. Ma c’è anche chi propone che ci vogliono due diverse monete dell’Euro. Una forte per il nord Europa, una debole per il Sud Europa.

Fatto sta che il salvataggio dell’Europa inteso come Unione passa anche dalla forza o dalla debolezza della moneta nata non molti anni fa.

images (1)Per l’Italia avere un euro sempre più debole potrebbe essere un’ottima notizia per esportare più facilmente la produzione interna ancora rimasta, come pure per incoraggiare gli acquisti di investitori stranieri e le visite nel nostro paese.

Di contro un euro debole ci penalizzerebbe ancor di più nell’importazione delle materie prime e dei beni energetici, di cui abbiamo estrema necessità.

Fare previsioni o simulazioni è quasi impossibile. Possiamo però pensare che se l’Europa unità sopravviverà insieme alla sua moneta, con un nuovo slancio, alla fine, anche l’euro potrebbe diventare la valuta più forte del mondo.

Ma sarebbe un bene ?

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