Strade : tradizione da ritrovare

L’organizzazione inglese Driving Experience ha censito le strade più pericolose del mondo. La numero uno pare sia in Bolivia, si chiama North Yungas Road e porta dalla capitale La Paz alla città di Coroico. E’ la strada con maggior numero di morti per miglio. Poi troviamo la strada che attraversa il Tunnel di Guoliang, tra le montagne Taihang, in Cina. Il soprannome la  rende identificabile a chiunque : ‘la strada che non ammette errori’. In Italia lo stesso organismo ha censito come molto pericolose la Strada delle 52 gallerie sul Monte Pasubio che si snoda fra Bocchetta Campiglia (1.216 m) e le porte del Pasubio (1.934 m) ed il valico dello Stelvio in Valtellina, con le 60 curve a gomito molto pericolose.immagine

Lasciamo da parte i guinness e veniamo alle strade di tutti i giorni nel nostro paese.

Non so se scrivere – purtroppo o per fortuna -, ma siamo arrivati al punto che nascono qua e là comitati che sponsorizzano la necessità di prendersi cura della strada in cui si abita o si lavora. Visto che le nostre strade sono ormai degradate e quasi abbandonate, stanno venendo su vari progetti in cui si invita i cittadini a riappropiarsi dello spazio pubblico, iniziando  dalla propria strada. Comitati che direttamente o di concerto con le amministrazioni,  riescano a fare azioni di manutenzione o piccole opere ( sedute, aiuole ecc. ). E non solo. Che arrivino a coinvolgere le scuole e gli studenti di ogni ordine e grado , per intraprendere assieme azioni di recupero del territorio.

Questo nasce al fine di combattere il degrado senza limiti delle nostre strade: suoli stradali e marciapiedi distrutti, alberi mancanti, fioriere rotte, discariche abusive ecc. ecc.

Viviamo quotidianamente nello spazio pubblico ma spesso è meglio ignorare cosa abbiamo intorno. Anche se prima o poi la nostra sicurezza potrebbe essere in pericolo, visto che le nostre strade sono piene di trappole. Incroci pericolosi, guard rail presenti lungo strade che possono rappresentare veri pericoli per  scooter e moto, buche mai coperte, assenza di marciapiedi e di piste ciclabili, strade strette e ancora attraversamenti pedonali pericolosissimi o semafori con tempistica sbagliata. immagine2

E si che le nostre strade dovrebbero essere quel qualcosa in più che contribuisce alla bellezza dei nostri centri. La nostra tradizione in tal senso è importante. Come racconta la storia il sistema viario romano era l’esempio principe non solo per il collegamento tra le province dell’impero, ma anche come composizione del fondo stradale, diversificato a seconda delle funzioni  (pedonale, veicolare leggero, veicolare pesante ).

Con il tempo la scienza creata dai nostri avi si è andata sempre più smarrendo, portando non solo ad  un senso di degrado ma anche di serio pericolo.

Ed allora come muoversi oltre ai comitati cittadini ? Prevenire l’emergenza dovrebbe essere la regola, creare un albo di ditte specializzate potrebbe dare un importante sostegno affinché le opere siano fatte a regola d’arte, utilizzare materiali idonei al tipo di traffico e non materiali comuni ovunque. E per ultimo non vergognarsi nel proporre  e pubblicizzare possibili sponsorizzazioni, come già avviene in Germania, nella regione Turingia, dove sulle porzioni di pavimentazione restaurata viene apposto il nome del cittadino sponsor, che ha contributo alla spesa.

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