Con la testa o con la pancia?

Spesso da noi non so se si pensa, se si parla, se si decide con la testa o con la pancia. Facciamo un esempio, semplice semplice, proprio di questi giorni.

Anziché battersi contro lo spopolamento di colline e montagne, contro l’abbandono dei paesi, contro lo stato di degrado di questi luoghi, dove, una corretta manutenzione ed un’attiva agricoltura di montagna avrebbero diverse funzioni, tra cui la resistenza alle avversità sia ambientali che economiche, su cosa si dibatte ad oltranza nelle Regioni e nella Conferenza Stato- Regioni per le zone collinari e di montagna?

Prima sui cinghiali dopo sui lupi. O meglio, dopo i cinghiali, anche sui lupi, dato che dall’emergenza cinghiali, siamo passati a quella presunta dei lupi.

Cacciatori e contadini premono le Regioni per abbattere questi animali che sarebbero dannosi, così che tutta l’attenzione dei dirigenti pubblici e delle forze politiche si sposta su questi temi di secondo piano, quando invece altre questioni, ben più gravi, sarebbero molto importanti ed imminenti.

Tornando alla causa del contendere, per i cinghiali si è appurato quasi ovunque che sono davvero troppi, dannosi e quindi è bene cacciarli; sui lupi invece, sia alcuni presidenti di regione che le associazioni ambientalisti ed animalisti,  sono riuscite per il momento a far mantenere il divieto di caccia, anche perché il lupo, specie protetta, alla fin fine, è il primo cacciatore dei cinghiali. Ed oltretutto, in molti casi, se un lupo attacca le greggi ed uccide le pecore la Regione ne rimborsa il danno all’allevatore. I lupi sono salvi, i cinghiali un po’ meno, ma le nostre colline e montagne sono nei guai.

Lo spopolamento, la crisi delle culture locali, il capitale di conoscenze e le tradizioni vive che si stanno spegnendo, un presidio umano che sta venendo meno, oltre allo spettacolo triste dell’abbandono e dell’inselvatichimento, con diretta conseguenza della mancata protezione dalle frane, dalle valanghe, dalle alluvioni e dagli incendi. Con tutti questi argomenti ci sarebbe da dibattere per mesi, forse per anni, con i tanti esperti che la montagna, ambiente difficile, richiede.

Ciò nonostante sembra che si vada avanti più con la pancia che non con la testa, visto che ci si continua ad accapigliare sui cinghiali e sui lupi, lasciando nell’angolino la salvaguardia dei nostri territori. Sarà tutto orchestrato per sviare l’attenzione dai veri problemi del paese ?

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