La strada delle 52 gallerie

Fra il Veneto e il Trentino, più o meno a metà strada fra Vicenza e Rovereto, c’è la strada delle 52 gallerie, una mulattiera militare costruita durante la prima guerra mondiale sul massiccio del Pasubio.

Serviva per rifornire le truppe che combattevano sugli altipiani, senza passare dalla strada carrozzabile dall’altra parte del Monte, che era sotto il tiro degli Austriaci.

Siamo arrivati in auto a Bocchetta Campiglia da Rovereto in circa 1 ora e un quarto, passando dal Passo Xomo. Gli ultimi chilometri di strada sono un po’ stretti e curvosi, l’ultimo sterrato, ma non difficile. A Bocchetta Campiglia c’è un grande parcheggio a pagamento (6 euro tutto il giorno pagabile solo con monete) (1.216m. s.l.m.)

Il sentiero inizia subito sopra il parcheggio ed è frequentatissimo da persone di tutte le età. E’ lungo 6,5 km, di cui circa 2,5 dentro le gallerie scavate nella roccia e, dopo 750 metri di dislivello e circa 3 ore di cammino, arriva al Rifugio Achille Papa (m. 1.928 s.l.m.).

La salita è un po’ faticosa ma abbastanza costante, senza tratti molto ripidi; il sentiero, benché passi sul fianco del monte con il precipizio sul lato esposto in alcuni punti, è abbastanza largo e permette quindi di camminare in tutta tranquillità. All’ingresso di ogni galleria c’è il numero e il nome. Alcune di esse solo lunghe e buie, per cui è necessaria una torcia per illuminarle.

Lungo il percorso vi sono dei cartelli didattici che illustrano la storia e i dettagli costruttivi della strada.

Al Rifugio c’era troppa gente e troppa confusione, per cui abbiamo preferito mangiare i panini che ci eravamo portati godendoci il panorama.

Il ritorno lo abbiamo fatto dalla “Strada degli Scarubbi”, che in 9 km di facile discesa riporta al parcheggio di Bocchetta Campiglia. Vi sono numerose scorciatoie che tagliano la strada, ovviamente più corte e più ripide, ma abbiamo preferito non farle per scendere in completo relax in circa due ore. Questa strada è molto frequentata dalle mountain-bike, in quanto la Strada delle 52 Gallerie, per loro, è vietata.

Prima di arrivare al parcheggio, una piccola deviazione porta ad una fattoria dove si possono gustare ed acquistare salumi e formaggi artigianali. Ne vale la pena.

Consigliamo questa escursione perché molto interessante dal punto di vista storico, naturalistico e ingegneristico. E’ però necessario un po’ di allenamento e, come già detto, una torcia per illuminare le gallerie.

Pubblicato in I viaggi di Giorgio e Betta e con Tag , , , , , , , , . Usa il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

uno × 5 =