3 – La storia siamo noi – le certezze del lavoro ed il matrimonio

Perché cambia la mia vita ?

Innanzitutto partiamo dall’aspetto logistico. Il nuovo incarico, stavolta non più precario, nella scuola di S. Marco, poco fuori le mura di Lucca, mi impediva , vista la distanza, di ritornare a sera a  casa, dalla mia famiglia, a Capezzano Pianore, Quasi trenta di chilometri  e l’unico mio mezzo da trasporto all’epoca erano le gambe. Così sarebbe stato impossibile fare il pendolare casa-lavoro .

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Sentendo  i colleghi, ottenni di poter affittare una stanza all’interno dell’abitazione del maestro Petri, che insegnava anch’esso  a S.Marco. L’ abitazione  del maestro Petri e della sua famiglia ( moglie ed un figlio, in seguito ne arrivano altri due  ) , piccola ma sufficiente, si trovava all’interno della cinta muraria della città di Lucca. Così con un breve tragitto pedonale potevo raggiungere la scuola.

Vi mostro nella foto la mia classe degli anni dal 1928 al 1930.

classe 1930

 

C’è da dire che  oltre all’insegnamento, incarico che cercavo di di svolgere con il massimo impegno, mi adoperavo per  migliorare il mio bagaglio culturale e professionale. Così alla prima occasione partecipai anche ad un corso di agricoltura generale, nella primavera del 1925, per circa un mese. Corso che, pensai,  poteva essermi utile sia personalmente , che nell’insegnamento in classe.

 

 

Ecco l’attestato di partecipazione.

corso agricoltura generale 1925

 

Facciamo un passo indietro. Poco dopo l’incarico alla scuola di S.Marco ed ottenuta la stanza per risiedere in città, nei pomeriggi in cui ero libero dagli impegni scolastici, mi recavo in un negozio di prodotti alimentari, della famiglia Giannini,  in Borgo Giannotti, zona della frazione di S. Marco , vero centro del commercio di Lucca. Dato che il periodo post guerra  aveva interrotto bruscamente i processi di istruzione in Italia, che già  erano ai minimi termini, come per i maestri, c’era richiesta anche di figure che riuscissero a mantenere in ordine i conti delle attività . Così nel tempo libero, svolgevo la professione di scritturale.

Il termine scritturale nel gergo comune stava a rappresentare  quel soldato, addetto ai compiti di scrivano negli uffici del comando della caserma; spesso un raccomandato, uno scansafatiche. Ma con lo stesso termine si indicava anche la persona che provvedeva ai lavori di scrivania nelle attività commerciali e produttive. Oggi potrebbe essere paragonato alla qualifica di segretario o di contabile.

Il caso volle che a due passi dal negozio di alimentari dei Giannini, ci fosse “il bottaio”, un negozio in cui si vendevano le botti per il vino. Di proprietà della famiglia Giannecchini, famiglia che possedeva pure la produzione delle botti che direttamente vendeva. Con il passare dei mesi divenni amico del sig. Albino Giannecchini, titolare dell’attività suddetta.

Il caso volle ancora che il sig. Albino avesse simpatia verso di me, tanto da confessarmi tutti i problemi ed i pensieri della sua famiglia. Padre di 13 figli, vedovo ( la moglie deceduta all’età di 49 anni ) con diversi acciacchi , si preoccupava delle due ultime figlie Aladina ed Annetta, rimaste ancora in famiglia.

Insomma da cosa nasce cosa, il sig. Albino di li a poco mi presentò la figlia Aladina, che in tempi non lunghi sarebbe diventata  mia moglie. Precisamente il  27/11/1925.

Ecco la partecipazione di nozze.
biglietto per nozze

Prima delle nozze devo ricordare , purtroppo, che anche il sig. Albino, padre della mia futura sposa, venne a mancare. Tale evento dette un impulso ai tempi della nostra unione, che si concretizzò neppure un anno dopo il nostro primo incontro.

Torniamo al giorno delle nozze. Innanzittutto la foto ricordo, l’unica dopo la celebrazione.

nozze 27 nov 1925

Il matrimonio si celebrò nella chiesa di S.Marco, dato che Aladina risiedeva in quel quartiere. Sia io che mia moglie eravamo credenti e praticanti della religione cattolica, religione che ci ha accompagnato fino alla fine dei nostri giorni . Anche per questo, visto che le possibilità economiche  per fortuna in quel momento non ci mancavano, decidemmo di compiere un viaggio di nozze,  a Roma, dove, per l’appunto,  si celebra l’Anno Santo.

Al termine della celebrazione eucaristica  nessun festeggiamento particolare. Salutammo i pochi convenuti , salimmo su una carrozza, che avevo prenotato per l’occasione, che ci accompagnò  alla stazione di Lucca, dove prendemmo il treno, diretti a Roma.

Con vero piacere, tra le tante carte che ho conservato,  ho ritrovato anche il biglietto del treno del viaggio di nozze. Eccolo.

biglietto treno viaggio di nozze Roma

biglietto treno viaggio di nozze Roma 1

 

Viaggio che durò una settimana e che, per completa informazione,  fu ripercorso esattamente 25 anni dopo, per l’anniversario di matrimonio, guarda caso, sempre nel corso di  un Anno Santo.

 

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