7 – La storia siamo noi – la fine della guerra, il ritorno a casa ed alla normalità

L’esperienza in Puglia ( agosto 1943 – novembre 1944 ) chiaramente ha avuto anche dei risvolti meno belli .

Innanzitutto la totale assenza di informazioni sui miei cari, 11 mesi,  un logorio interno continuo. Le uniche notizie che giungevano riguardavo l’evolversi della guerra, con  i tedeschi che cercavano di resistere nel centro-nord dell’Italia.

Ripensando, a casa, tra le altre cose lasciate, vi era anche la cartella dei tributi per l’anno 1943, sei rate, bimestrali, che Aladina avrebbe dovuto pagare, con i soldi che avevo preparato. Eccola. Anche questa fa parte dei ricordi.

cartella tributi 1943

Oltre a brevi ricoveri in ospedale per influenze o per i soliti problemi asmatici, in Puglia  ho dovuto gestire diverse situazioni, sia per la salvaguardia all’interno della caserme di  militari del mio reparto, in certi casi vittime di soprusi, che nei casi di  organizzazione e svolgimento dei compiti assegnati .

Per esempio ricordo che , dopo il bombardamento della città di Bari ( del 2 dicembre 1943 )  ricevetti l’incarico di accompagnare il mio reparto in città per aiutare a ripulirla dalle macerie. Non mi opposi all’ordine ma feci presente che avrei dato corso alle operazioni non appena tutto il battaglione avesse avuto in dotazione l’attrezzatura minima indispensabile per svolgere tale compito ( scarponi, pale ecc. ), che era del tutto mancante. E così alla fine fui accontentato.

Fatto sta che la Puglia fu liberata  dalle forze anglo-americane ben 13 mesi prima di Lucca, città in cui gli alleati entrarono soltanto  il 5 settembre 1944. Anche se Lucca fu liberata i tedeschi si sparsero in varie zone della periferia della città , continuando a mitragliare e cannoneggiare contro gli alleati ed i partigiani. Ma non solo. I tedeschi in fuga verso la Garfagnana distrussero le infrastrutture che collegavano il centro ai paesi circostanti per rallentare l’avanzata degli inseguitori .

Visto che ormai al sud si cercava di ricostruire e rimettere in piedi il vivere quotidiano  e le notizie provenienti dal centro nord Italia erano confortanti, feci domanda per poter essere ricollocato in congedo. Volevo tornare a casa. Dove sapere cosa ne era della mia famiglia. Il congedo  mi fu concesso il 5 novembre 1944.

La viabilità nella nostra penisola era in ginocchio , ma io avevo fretta di ritornare a casa. Riuscì a salire alla stazione di Bari su di un treno merci, che mi portò fino a Pisa, da dove grazie ad un passaggio avuto da un camionista, arrivai a Lucca. Ero vestito sempre in uniforme militare e portavo con me una piccola valigetta con i pochi averi con cui ero partito.

Anche a S.Anna, nel mio quartiere i danni causati dai bombardamenti degli alleati prima e dai tedeschi in ritirata dopo,  erano evidenti. Case ed infrastrutture abbattute mi accolsero al mio arrivo. Non avendo alcuna notizia dei familiari, non ebbi il coraggio di dirigermi direttamente verso l’abitazione lungo la via Sarzanese. Svoltai in via Pisana, così da lontano avrei prima intravisto se la casa era ancora in piedi. In lontananza la vidi. Era ancora intatta, come l’avevo lasciata alla mia partenza.

Allora presi il coraggio a due mani,  tornai sui miei passi ed imboccai la via Sarzanese, diretto verso casa. Poco dopo la chiesa, a poche centinaia di metri dall’abitazione, lungo la via, mi imbattei in mia figlia, Francesca, la terzogenita, di 13 anni, che si stava recando al catechismo con le proprie amiche e che mi accolse con un grido di stupore: babbo ! In pochi istanti capì che stavano tutti bene.

Di li a pochi giorni cercai di rituffarmi nel  tran-tran quotidiano . Mi ripresentai al Provveditorato agli Studi , che mi assegnò alle scuole elementari di S.Anna, il mio quartiere. Ecco alcune delle mie  classi della fine degli anni quaranta.

classi fine anni 40

Importante ricordare che tra il marzo ed aprile del 1946 con l’Italia liberata ci furono le prime elezioni per i Consigli Comunali. Era un test organizzativo molto importante  per il nuovo Stato. Io fui nominativo Presidente di Seggio. Ricordo bene quei momenti, vissuti con massima attenzione e partecipazione, come pure  ho conservato con piacere la comunicazione della Corte di Appello di Firenze, che mi  nominava presidente della 58° sezione del Comune di Lucca, nella scuola di S. Angelo in Campo.

corte appello 1946

A causa dell’interruzione della professione per la  seconda chiamata alle armi, nel 1947 cercai di far chiarezza con il Provveditorato agli Studi, facendo verificare la mia posizione lavorativa nel suo complesso. Ecco il decreto dell’agosto del 1947 che riepiloga gli anni del servizio, la valutazione e lo stipendio.

1947 conteggi stipendio provveditorato 21947 conteggi stipendio provveditorato

 

 

1947 conteggi stipendio provveditorato 1

 

Il ritorno alla normalità è dimostrato anche dalla seguente foto, del febbraio 1947 con le figlie Tosca ( a destra ) e Francesca ( a sinistra ), rispettivamente di 21 e 16 anni ,  in maschera nel periodo di carnevale
1947 carnevale

 

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