6 – La storia siamo noi – la seconda guerra mondiale

Con l’inizio della seconda guerra mondiale le condizioni del paese andarono progressivamente peggiorando. I prodotti di prima necessità erano a tessera, razionati; le lunghe code, per accappararsi i pochi alimenti disponibili, erano diventate la quotidianità. A turno, figli compresi, dovevamo pazientare davanti ai negozi, con il solito barattolo o la stessa  carta ( visto che gli imballi erano pessoché inesistenti ), per conquistare i pochi alimenti che venivano venduti alla cittadinanza.

La situazione era tale che , per esempio, la  mia terzogenita Francesca, alle elementari, doveva portare a scuola, come ogni altro alunno, un cucchiaio di zucchero, per la maestra. Tanti cucchiai che sommati formavano  una confezione di zucchero, alimento prezioso per una maestra che doveva essere sostenuta nel proprio ruolo.

Prima di arrivare a raccontarvi la mia seconda esperienza da militare è necessario fare un preambolo storico.

Anche se tra Italia e Germania c’era stata della tensione per l’annessione nel 1938 dell’ Austria appunto ai tedeschi,  Mussolini strinse con la stessa Germania il Patto d’acciaio ( che consisteva in una alleanza tra i due stati, sia difensiva che offensiva ), accordo che poi lo stesso Mussolini  si rimangiò all’inizio del conflitto, dichiarando il nostro paese non belligerante.

Ma dopo la vittoria degli alleati  conseguita nella campagna del Nord Africa contro italiani e tedeschi , le forze alleate organizzarono la Campagna D’Italia: tra l’11 ed il 12 giugno del 1943 sia Lampedusa che Pantelleria  furono i primi territori italiani ad essere conquistati; il 10 luglio iniziò lo sbarco in Sicilia , mentre il 19 luglio anche  Roma venne bombardata .

Nella notte tra il 24 ed 25 luglio dello stesso anno, con la minaccia dell’invasione del territorio nazionale e l’incapacità di Mussolini di abbandonare la Germania, il Gran Consiglio del Fascismo approvò una mozione di sfiduca del Governo in carica, con il Re Vittorio Emanuele III che fece mettere agli arresti Mussolini e lo sostituì con il Maresciallo Pietro Badoglio.

Così l’Italia venne a trovarsi sia a pezzi da un punto di vista economico,  che in uno stato di quasi anarchia, visto che contemporaneamente si trovavano in campo truppe fasciste, truppe fedeli al governo monarchico e movimento partigiano. Tale situazione non controllabile portò a vere e proprie rappresaglie anche sulla popolazione civile .

Con questo stato delle cose anche nella nostra Lucca la situazione era molto difficile. Non solo era difficile soddisfare i bisogni primari ma anche l’ordine pubblico non era più garantito. Così era facile per chiunque incappare in retate, in processi sommari. Anch’io che avevo dovuto, mio malgrado, passare del tempo alla GIL , non mi sentivo più tranquillo.

Il caso volle che l’esercito italiano in quel periodo ricercasse con una certa urgenza ufficiali, persone in grado di comandare. Con il congedo dalla prima guerra mondiali, ne avrei avuto i requisiti.  Ragionai tra me e conclusi che tale proposta, se accettata, avrebbe  migliorato la situazione generale per tutta la mia famiglia visto che  il compenso per gli ufficiali era alto, qualcuno avrebbe provveduto al sostentamento della mia persona ( vitto, alloggio, vestiario ), diminuendo così da 5 a 4  le bocche da sfamare in casa,  come pure, passando sotto l’esercito, avrei trovato maggiori regole e sicurezze, rispetto al momento di sbandamento che si ripercuoteva anche nella vita civile.

Aladina, mia moglie, si mostrò subito contraria. Sola con tre figli, una nuova uniforme con i rischi del caso, un paese allo sbando, guerra in corso. Ma la decisione dentro di me era ormai stata presa. Per il bene della famiglia mi resi disponibile e feci domanda  .

Da lì il passo all’uniforme fu breve. Ecco l’unica foto da militare che mi ritrae durante la seconda guerra mondiale.

unica foto seconda guerra mondiale

Richiamato subito dal Comando Zona Militare di Pisa con il grado di Maggiore, lasciai  Lucca in treno,  il 28 agosto 1943 con destinazione Puglia .

Poco tempo dopo la mia partenza, anche l’Italia centro-settentrionale  venne in gran parte occupata dai tedeschi . Anche Lucca, subì lo stesso trattamento. Si trattava di un forma tecnica di ” alleato occupato”. L’occupazione tedesca del nostro territorio doveva servire per contenere l’avanzata anglo-americana e per sfruttare, a proprio favore, le poche risorse  agricole, industriali ed umane, rimaste nel territorio.

Dimenticavo ! Prima di lasciare casa feci tutte le pratiche affinché il sussidio (essendo ufficiale era una bella cifra), concesso alle famiglie dei militari richiamati alla armi, fosse prelevabile da mia moglie all’ufficio postale di S.Anna, quartiere di residenza .  Tale sussidio permise ai miei familiari di vivere decorosamente durante tutto il periodo di mia assenza, sempre tenendo in dovuta considerazione le grosse difficoltà per reperire i beni di uso quotidiano e gli alimenti necessari al sostentamento.

In effetti gli ufficiali nell’esercito, come dicevo sopra,  scarseggiavano, non ce ne stavano molti: Fui assegnato subito al 54° battaglione avieri di Monopoli, con il grado di comandante; vi rimasi per un mese, fino al 27 settembre. Da li fui trasferito al deposito 225° reggimento di fanteria, ancora per un altro mese, fino al 27 ottobre. Di nuovo rimandato, in qualità di comandante sempre al 54° battaglione avieri , stavolta fino al 4 dicembre. Ecco alcuni documenti di servizio dell’epoca.

caserma domenico picca 1

 

caserma domenico picca

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel primo mese e mezzo  scrissi alcune lettere alla famiglia, documenti che furono regolarmente recapitati. Informavo della mia situazione che complessivamente era buona. Ero ben trattato, servito ed accompagnato da un attendente, mangiavo più che sufficientemente , soprattutto  verdura e frutta fresca. Ricordo ancora, lo scrissi anche a casa , che l’uva in Puglia era abbondante e molto gustosa e sentivo che  mi faceva bene. Posso anche ricordare che l’agricoltura era fiorente ed oltretutto la Regione Puglia  fu una delle prime ad essere liberata dall’invasore tedesco.

I contatti con la famiglia di lì a poco furono chiusi. Aladina ed i figli non ebbero più notizie di me per 13 lunghi mesi ed io non sapevo cosa stava succedendo a Lucca .  L’Italia era devastata, i collegamenti di ogni genere interrotti ( ponti, strade, treni ecc.) , il servizio postale inutilizzabile. La nazione era divisa in due. Il centro – nord occupato dai tedeschi, il sud progressivamente liberato dalle forse anglo-americane. A casa non sapevano dove fossi, se ero vivo o morto. Anche per me la stessa sorte, non sapevo più niente di mia moglie e dei miei figli.  Le uniche notizie arrivarono a mia moglie, pochi mesi prima del rientro a casa ( 5 novembre 1944), grazie al mio attendente al comando ammassi di Lecce, che era anch’esso  di Lucca, precisamente di Maggiano, il quale  riuscì a rientrare un po’ di tempo prima di me. Si presentò a casa mia e raccontò alla  famiglia che ero vivo e stavo bene.

Estraggo in rima,  dalla poesia intitolata ” Per il 43° anniversario del matrimonio dedico a mia moglie ” il passo che sintetizza i pensieri sopra esposti “…la guerra ci tenne a lungo separati, la fame pur vi dié spesso sgomenti, e di scambiar notizie pur privati, né mancar delle bombe gli spaventi. Quindici mesi, poi rifummo insieme. Un anno ancor avemmo vita grama, a poco a poco ritornò la speme, che tolti ci aveva la fatal trama…”.

Riprendiamo il racconto durante il servizio militare . Il 4 dicembre rientro allo stesso deposito di fanteria per pochi giorni, fino al 18 dicembre, per poi essere destinato al comando del controllo ammassi a Lecce, incarico mantenuto fino al 1 aprile 1944. In quel periodo visitai molti imprenditori agricoli della zona che,  mi facevano pure assaggiare gustosi  cibi locali. Una vera fortuna , quasi un sogno !

Altro incarico di rilievo fu poi all’ufficio censura di Bari.  La mia permanenza in Puglia perdurò fino all’inizio di novembre 1944.

Vi allego lo stralcio dello stato di servizio di quel periodo. Tutti i miei incarichi e spostamenti sono elencati analiticamente nel seguente documento ufficiale.

stato di servizio 1stato di servizio 2stato di servizio 3

 

 

 

 

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