La scimmia della gratificazione immediata

Oltre all’incertezza, nel paese c’è un altro punto dolente: il rimandare, il prorogare, alla fine il procrastinare.

Accumulare decisioni da prendere, non pianificare né organizzare. Questo è anche e soprattutto il nostro paese.

Il nostro è un paese incapace di immedesimarsi con il futuro, mentre è ben attrezzato nel realizzare il piacere subito.

Così Il nostro popolo, il nostro paese, è preda di una scimmia molto particolare: la scimmia della gratificazione immediata.

Immaginiamoci una scimmia molto simpatica che si muove agilmente da un capo all’altro dello stivale, che ama cercare il piacere subito, lasciando da parte le cose più difficili ed a volte impopolari.

La scimmia, come noi, vuole essere ammirata ed approvata, perché è meglio un piacere momentaneo che copre i sensi di colpa, fornendo la falsa sicurezza di poter fare, anziché pensare di agire oggi con azioni importanti e con effetti che non si vedono nel breve tempo.

Così il rimandare, il prorogare, nel nostro paese è diventata un’abitudine; ed alla fine tutto questo prende il nome di procrastinazione, con un cumulo di scartoffie ed incombenze, sempre più alto, per niente secondarie.

Facciamo un esempio .

Di questi giorni è l’accordo quasi generale del Parlamento, su proposta dell’attuale Governo (che sarebbe del cambiamento!), per la proroga di 15 anni nell’applicazione della direttiva europea Bolkestein, al comparto balneare; direttiva presentata nel 2004 dall’allora Commissario europeo di nome Bolkestein, ed approvata ed emanata nel 2006.

La direttiva prevede che ogni Paese dell’Unione Europea garantisca il rispetto della libera circolazione dei servizi e l’abbattimento delle barriere tra gli Stati, semplificando le procedure per esercitare temporaneamente l’attività all’interno di un paese dell’UE.  Tale direttiva interessa, tra gli altri, anche il settore balneare, la scadenza delle concessioni, la conseguente asta europea e la successiva assegnazione (senza tener conto degli investimenti fatti per l’adeguamento degli stabilimenti stessi).

Così dal 2006 la nostra scimmia è entrata in azione, ha cominciato a muoversi in lungo ed in largo, rimandando l’organizzazione e la gestione di questa direttiva. Siamo alla fine del 2018 ed i governi precedenti e quest’ultimo hanno tirato innanzi, senza decidere, rimandando sempre ogni decisione. Tutti con la scusa che la proroga, prima o poi, permetterà di trovare una soluzione definitiva. E nessuno trova mai una soluzione definitiva per non scontentare qualcuno.

Ma presto, con per questa direttiva europea inapplicata, avremo di sicuro l’apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea, che scaricherà sugli italiani nuove multe.

Così per andare al mare, tutti quanti pagheremo, sia il noleggio degli ombrelloni ( in certe zone già “salato”), che una fetta a testa di multa che la Commissione Europea ci notificherà, per non aver rispettato la direttiva europea.

Ma la simpatica scimmia, nella sua svogliatezza, potrà comunque sempre giustificarsi: … con la proroga stiamo solo favorendo il nostro processo creativo…  

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