La rete, i social e gli… adolescenti

La rete, i social e gli adolescenti. Questo il triangolo pericoloso, con un lato debole: gli adolescenti.

Perché la rete ed i social sono, per tanti versi, un’ottima opportunità (sociale, lavoro ecc.), fino al punto in cui, chi li usa, non ne travalica il limite e non li fa diventare il mezzo per il proprio narcisismo, per apparire, che porta fino all’ossessione ed alla dipendenza (e poi non si riesce più a farne a meno).

Ma, pensandoci bene, adolescenti chi? Con la parola adolescenti si individua quanti si trovano tra i 10 anni e la maggiore età, periodo importante per lo sviluppo e la maturità.

Ma i “veri” adolescenti rappresentano una piccola fetta del problema del triangolo pericoloso; forse il meno preoccupante, visto che è risaputo che il periodo è particolare e di solito si usano maggiori accorgimenti verso i ragazzi e le ragazze che attraversano quella fase della vita.

Ma la fetta più importante del problema adolescenziale è rappresentata dagli adolescenti piccoli-piccoli e da quelli grandi-grandi.

Gli adolescenti piccoli-piccoli sono i bambini che, sempre più precoci, hanno una familiarità straordinaria con i supporti tecnologici (smartphone e tablet) e già dall’età di 6 anni o con il loro ingresso in prima elementare, è normale che richiedano un cellulare. L’adolescenza ai tempi dei social e delle moderne tecnologie viene purtroppo sempre più anticipata e c’è il rischio che le tappe siano bruciate troppo in fretta (con il pensiero di dover poi affrontare una dipendenza ancora più difficile da smantellare).

Lo smartphone per i genitori è un regalo obbligato, è un regalo che in genere viene fatto quanto un bambino inizia a crescere. Ma di questo passo, con la precocità delle nuove generazioni e con la scusa che “tutti già hanno il cellulare“, ogni limite minimo viene periodicamente oltrepassato.

Gli adolescenti grandi-grandi invece, sono tutti quegli adulti che hanno passato da un bel pezzo l’età adolescenziale, ma che, a causa dei social network e della tecnologia, vengono trasformati nuovamente in adolescenti. Proprio così, tanti, troppi adulti si vedono asserragliati negli angoli più disparati della casa o della strada, intenti a smanettare sulle applicazioni di messaggistica istantanea o sui social, concentratissimi, alla ricerca di situazioni o segnali che rimandino ai turbamenti del periodo della vera adolescenza.

Ma siamo proprio così sicuri che la felicità passi, a qualsiasi età, dall’abbuffata sui social?

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