La radio è anche Ahmed Said

I primi segnali radio sono della fine dell’ottocento. L’audio arrivò più tardi, precisamente nel 1919, in Olanda. Da quel momento non era difficile trovare una radio in una casa.

La radio è il mass media più utilizzato al mondo che riesce a svolgere un ruolo d’informazione, di cultura e d’intrattenimento fondamentale per tutte le popolazioni, soprattutto per le più disagiate che non hanno accesso alla tv ed a internet.

Ieri 5 giugno 2018 se ne è andato un pezzo di storia della radio, un personaggio, famosissimo in tutto il mondo arabo, che attraverso la radio ha però inviato messaggi d’informazione opposti e contrari agli eventi che si stavano manifestando.

Ahmed Said, questo è il nome dello speaker egiziano, morto ieri all’età di 93 anni, lavorava per un’emittente radiofonica attraverso la quale il Presidente egiziano cercava di alimentare il nazionalismo arabo.

Con i suoi interventi appassionati raccontò al suo popolo la grande bugia sulla guerra dei sei giorni (giugno 1967),  esponendo una versione dei fatti totalmente contraria a ciò che stava accadendo.

Nascose la disfatta delle forze araba (oltre all’Egitto anche Siria e Giordania) e la conseguente vittoria di Israele, annunciando con i suoi interventi, gli appassionati  successi sul campo, di tre eserciti, che alla fine risultarono pesantemente sconfitti e ritirati. Anche questa è storia della radio.

La guerra dei sei giorni, importantissima per la storia del mondo, alla fine ha ridisegnato i confini di un Medio Oriente, che ancor oggi sono in discussione, simbolo di una pace che si vorrebbe cercare più con la diplomazia che con l’uso delle armi.

Pubblicato in Capsule del sapere e con Tag , , , , , , , , . Usa il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

18 − tre =