La parabola dei leader populisti ed il proverbio cinese

La propaganda politica che promette soluzioni facili nel breve periodo e che nega la complessità della realtà, è una gabbia che mette in crisi le democrazie ma mette in crisi, in un periodo non lungo, anche gli stessi leader populisti, che hanno lanciato quel tipo di propaganda politica.

Dopo aver promesso soluzioni semplici su problemi evidentemente complessi, che richiedono tempo, nel momento in cui i leader che seguono questo comportamento, riescono ad arrivare a governare un paese, si trovano di fronte a grandi difficoltà nel dare delle risposte.

Cadendo spesso, vittima di loro stessi.

Così è facile trovare leader che vanno e vengono nel giro di pochi anni. Evidentemente i leader di questa categoria non hanno vita politica troppo lunga, soprattutto oggi che abbiamo a che fare con un elettorato molto fluido, non fidelizzato, che ha quasi abbandonato la formula politica del “partito”.

Infatti, i leader populisti nei paesi democratici, non riescono ad avere lunga vita politica perché così facendo, cioè promettendo cose che non possono evidentemente mantenere, alla fine, al momento della prova, al governo del proprio paese, si scontrano con la realtà delle cose e si ritrovano con le difficoltà di adempiere alle promesse, per un continuo riproporsi di problematiche.

Prendiamo ad esempio la propaganda del muro americano alla frontiera tra Stati Uniti e Messico.

il valico di San Ysidro che collega San Diego (Stati Uniti) con Tijuana (Messico) è ormai famoso, come famoso è il suo “muro”, una struttura di circa tre metri di altezza che separa fisicamente le due nazioni.

Il muro con l’ascesa al potere di Trump è in continuo rafforzamento. Alle lamiere ed alle staccionate si sono aggiunti i sensori nel terreno, le telecamere ad infrarossi, le torrette di guardia ed il filo spinato e ronde armate di guardie americane.

Il muro è uno dei principali argomenti di forza di Trump, ma resta e resterà una soluzione passeggera, attuata per pura propaganda politica.

Lo dimostrano le opportunità che si hanno con la trasformazione del mondo, con l’avvicinamento di popoli, di culture e di consuetudini.

Per questo, ogni mattina migliaia di lavoratori residenti in Messico attraversano la frontiera e da Tijuana entrano in San Diego. Si occupano di accudire bambini, famiglie, puliscono strade, insegnano spagnolo, ecc. Insomma sono una realtà, ormai quasi indispensabile, integrata nel tessuto sociale di San Diego.

Ma non solo.

Ogni giorno migliaia di americani fanno il percorso inverso, attraversano il confine per andare a Tijuana in Messico, per rivolgersi soprattutto, risparmiando molti soldi, a cliniche dentali, a centri di chirurgia estetica a cliniche veterinarie.

Come vediamo da questi fatti i muri non possono esistere, perché dagli inizi degli anni 2000, con il lancio dello smartphone e con la crisi economica e finanziaria, il mondo si è trasformato e tutti possono ricercare ed offrire opportunità un po’ ovunque.

Un proverbio, pare cinese, fotografa al meglio questa situazione: “Quando soffia il vento del cambiamento c’è chi alza muri e chi, guardando avanti, costruisce mulini a vento”.

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