La musica è musica, è arte

C’è chi pensa anche ad un sovranismo nella musica. Forse potrebbe essere solo uno spot elettorale o un modo per farsi conoscere meglio. Lo vedremo presto.

 La proposta di legge è stata firmata e depositata a Montecitorio dal presidente della Commissione Trasporti della Camera Alessandro Morelli (Lega). La proposta di legge in sintesi dice che le radio nazionali dovrebbero trasmettere più musica italiana, almeno una quota del 33%, cioè su tre canzoni trasmesse una dovrebbe essere di un autore italiano. Oltre a ciò la proposta va ancora più nello specifico, proponendo che il 10% dovrebbe essere dedicato ai giovani autori e alle piccole case discografiche italiane.

Premesso che la maggior parte dei discografici non è assolutamente d’accordo, se vogliamo valutarla seriamente, i primi dubbi pratici non di facile risoluzione, come possiamo trovare sono questi:

  • Per quelle canzoni italiane prodotte all’estero, registrate per esempio negli Usa, cosa si deve fare, sono italiane o no?
  • Per quelle canzoni cantate un po’ in italiano, un po’ in inglese, cosa facciamo?
  • Per i programmi o le reti radiofoniche che si dedicano quasi esclusivamente al blues ed al jazz, come si fa, si tagliano?

Lasciamo da parte l’attuabilità o meno di un provvedimento quasi ridicolo, ed andiamo un po’ sulla filosofia di vita:

  • La musica è musica, non possono esistere delle barriere.
  • La musica deve poter spaziare nella mente, deve poter far sognare, la musica è arte, non può avere vincoli o restrizioni.
  • La musica straniera ha rivoluzionato il modo di pensare di chiunque, siamo cresciuti con i Beatles, con i Pink Floyd ecc.

Se pensiamo davvero ad una legge in tal senso, dovremmo allora anche limitare, nelle mostre di pittura, di scultura, gli artisti stranieri da quelli italiani.

La musica è musica, è arte: basta con le fregnacce!

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