I lamenti della formazione

Gli imprenditori si lamentano che non c’è formazione nel personale. Il dipendente soprattutto tecnico, di fabbrica, di laboratorio,  specializzato, qualificato,  esperto,  sta via via scomparendo. Non c’è ricambio generazionale. E le aziende cominciano a risentirne.

Gli imprenditori chiedono soprattutto  che le istituzioni e le scuole facciano la loro parte. Chiedono formazione . C’è da formare e soprattutto da invogliare a certi tipi di lavoro, che necessitano di pazienza,  sacrificio, ma anche di alta specializzazione.images

Certo la richiesta degli imprenditori è lecita ed in parte comprensibile, ma ciò  non può essere l’unico appiglio per un mondo, quello dell’impresa italiana, che stenta ad essere adeguato alla realtà.

Le istituzioni,  è vero, sono state troppo spesso assenti. Da qualche anno stanno in qualche modo cercando di recuperare il tempo perduto, ma forse si sono  date una mossa  nel periodo sbagliato,  visto che le risorse finanziarie da spendere nella formazione oggi sono molto limitate.

E la scuola ? Soprattutto gli istituti professionali dovrebbero formare e preparare i ragazzi alle sfide del lavoro. Ma ciò difficilmente avviene sia per colpe della pubblica istruzione che per mancanze da parte sia degli alunni che delle loro famiglie.

Infatti la pubblica istruzione evidenzia sempre più la scarsità di risorse,  anche con  la pochezza di laboratori ( non rinnovati  negli anni ),  accompagnata da una  limitata preparazione degli insegnanti, non sempre aggiornati ai tempi . E questi sono i soliti vecchi discorsi, da tutti conosciuti.

images (1)Invece la novità degli ultimi tempi riguarda gli alunni e le loro famiglie . Entrambi, con gli anni, in molti casi  si stanno dimostrando sempre più irresponsabili, superficiali, privi di maturità e rispetto. Forse sarà che oggi i  figli disprezzano i loro genitori, ma gli insegnanti, soprattutto negli istituti professionali, sono in molte occasioni disperati, perché non riescono più a controllare i ragazzi che vanno a scuola.

E quei pochi insegnanti che cercano di riportare ordine,  nella maggior parte dei casi subiscono gli attacchi sia dei genitori che dei loro figli. Anche se recentemente una sentenza ha confermato che insultare un insegnante è oltraggio a pubblico ufficiale, se non viene innanzitutto insegnata l’ educazione ed il rispetto  tra le mura domestica, non può esserci nessuna legge che riesce a modificare nella sostanza le cose .

Tale situazione, oltre ai risvolti sociali ( che non andremo a trattare in questa occasione ) , porta all’ impossibilità di realizzare quei programmi scolastici, indispensabili per dare una pur minima formazione all’ alunno, che non potrà quindi  essere pronto per il salto nel mondo del lavoro.

Con un simile contesto le responsabilità degli imprenditori diventano più ampie. Così anche il mondo dell’impresa deve poter avere ai posti di comando  personaggi che siano  veramente consapevoli  e responsabili, per cercare di organizzare all’ interno delle stesse aziende possibilità di formazione e specializzazione per i propri dipendenti, per mantenere l’azienda sempre pronta alle sfide dei mercati. Ma non solo.

Anche se apparentemente può sembrare un fattore secondario, il vero imprenditore dovrà svolgere  altre attività rivolte a motivare e “fidelizzare” i collaboratori/dipendenti, affinché, non solo con l’apprendimento, divengano più produttivi,  ma soprattutto perché possano sviluppare  nuove relazioni di gruppo. Solo così le aziende,  con una comunione di intenti, potranno ottenere il successo sperato.

I lamenti della formazione investono alunni, familiari, scuole, istituzioni pubbliche, imprenditori, imprese, società.

Anche se tutti possono lamentarsi delle mancanze dell’altra parte, ugualmente tutti devono essere coinvolti e devono fare molto di più nel proprio ambito.Bisogna smettere di lamentarsi perché ogni parte deve impegnarsi a diffondere, nel proprio campo,  le buone pratiche !

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