La carica “ a vita “ va bandita

Prendiamo spunto dalla recente iniziativa del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha deciso di nominare quattro nuovi senatori a vita. Nell’ordinamento giuridico italiano, quella di senatore a vita è una carica a cui accedono di diritto, salvo rinuncia, i Presidenti emeriti della Repubblica, una volta ultimato il mandato presidenziale e possono accedere, con nomina diretta di ogni Presidente della Repubblica,  cinque cittadini italiani che abbiano «illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario» .

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Poiché l’istituzione dei senatori a vita aveva la finalità, soprattutto nel dopoguerra, di dare una spinta alla

rinascita italiana, oggi francamente tale funzione sembra superata.

Infatti dopo l’importante progresso fatto registrare fino alla fine degli anni ’80 , l’Italia purtroppo dagli inizi degli anni ’90 ha visto arrestare la crescita economica, che dal 2008 si è trasformata in vera e propria decrescita . Però le aperture e le unioni politico/economiche degli Stati e  la globalizzazione  hanno dischiuso i paesi ed i modelli di vita dei  loro abitanti, permettendo a molti di fare importanti esperienze sia in Italia che lontano da casa. Così facendo, per fortuna,  troviamo sempre più italiani famosi ed apprezzati in tutto il mondo, in ogni campo.

Per i comuni mortali, visto che oggi è sempre più  difficile riuscire a  mantenere certezze sia di vita quotidiana che ideologiche, a causa di continue nuove esperienze e di condizionamenti provenienti da flussi di informazione e da propagande di nuovi stili di comportamento, la parola “ a vita “ può essere difficilmente collocabile ma soprattutto faticosamente mantenibile. Anche la fede, la squadra del cuore, una linea  politica, che prima potevano essere “ a vita “, oggi vengono  messe in dubbio e spesso surrogate .

Ed allora non ci sembra neppure più al passo con il tempi che nel nostro sistema politico/istituzionale siano mantenute simili cariche, che poi, in alcuni casi sono o vorrebbero essere utilizzate anche come espedienti  per superare qualcuno o qualcosa o mantenere potere o poltrone .

Senza voler togliere niente al valore di Elena Cattaneo, scienziata,  specializzata nel campo medico  e della genetica,con la sua recente nomina  a senatrice a vita ci siamo oltremodo convinti che la carica “a vita “ va bandita .

A 51 anni , nel pieno della propria esperienza  professionale che darà senza dubbi altri importanti successi e benefici alla comunità intera, ricevere una simile nomina, accompagnata da uno stipendio mensile vita natural durante di oltre 13.000,00 euro (oltre a tutti gli altri privilegi  di cui possono godere i nostri senatori ) , ci pare non solo prematura ( visto che di solito i senatori a vita sono nominati in età avanzata ) ma anche inopportuna ( vista la drammatica situazione in cui versano nel  nostro paese moltissime famiglie ).

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Un commento a La carica “ a vita “ va bandita

  1. Pierangela Benedetti dice:

    Le nomine, decisamente inopportune, vista la situazione economica del paese, sono state fatte per allargare la base politica del PD….Nulla da dire sul merito delle persone, ma non avevano certo bisogno di tale nomina per scampare il lunario.

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