L’ educazione finanziaria va portata sui banchi di scuola

Forse non ci abbiamo mai pensato ma l’essere educati fin da piccoli a quanto risparmiare e quanto consumare ( educazione finanziaria ), soprattutto in questa fase di crisi economica, può essere senza dubbio un vantaggio ed una qualità che alla lunga può portare a favorevoli risvolti nel corso della vita.

Così da molte parti si preme affinché l’educazione finanziaria in Italia possa trovare il giusto spazio in tutte le scuole italiane e non soltanto negli istituti tecnici commerciali, dove si studia l’economia e la finanza.

Ed allora perché non iniziare ad una educazione finanziaria fin dalla scuola primaria per poi proseguire in tutte le scuole secondarie?

In altri Paesi tra cui gli Stati Uniti ciò avviene già da molto tempo visto che viene inserita come una normale materia nei programmi di quasi tutti i tipi di scuole, con ripetizione nel corso dei diversi percorsi scolastici. E dato che ogni persona durante la propria vita si trova di fronte a continui crocevia anche di natura economica ( risparmi, investimenti, consumi, pensione, pensione integrativa, assicurazione vita ), riuscire a maturare nel corso dell’apprendimento criteri per l’effettuazione di dette scelte, può risultare un vantaggio non da poco.

immagine

L’alfabetizzazione finanziaria in Italia è indispensabile, visto che le statistiche dicono che il nostro paese nella sua formazione e diffusione è l’ultimo tra i paesi del  G8 e si trova verso il quarantesimo posto nella classifica mondiale.

Qualcosa oggi si sta muovendo, tavoli di lavoro negli uffici scolastici iniziano a discutere sulla materia, come pure intorno ad essa è nata una fondazione promossa dalle banche italiane. Ma ancora siamo ben lontani da un coordinamento a livello nazionale.

Forse il cittadino italiano si è fidato,  nel tempo,  fin troppo di uno Stato e delle banche ,  a cui ha sempre demandato le questioni  personali relative al risparmio, all’ assistenza ed alla pensione. Ma oggi le cose sono cambiate, la giungla delle proposte e delle  norme e le crescenti difficoltà economiche private e pubbliche, obbligano a  maggiori conoscenze in materia.

Se nelle scuole si continua giustamente ad insegnare le materie classiche, c’è però da dire che anche da parte del Governo attualmente in carica, si è preso almeno coscienza, con il documento programmatico sull’ istruzione, che i capisaldi dell’educazione scolastica, che permettono un giusto inserimento nel vita, sono ormai diventate le materie delle lingue straniere, dell’informatica e … udite udite, dell’educazione finanziaria.

Vediamo se dalle parole si passerà davvero ai fatti.

Pubblicato in Economia -Lavoro e con Tag , , , , , . Usa il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

19 + tredici =