Italiani, brava gente

Va detto. Siamo generosi, tolleranti, simpatici, intuitivi, a volte creativi, ma spesso non vogliamo rinunciare a quei diritti che sentiamo propri. E nel voler tutti i nostri diritti, a volte presentiamo precisi e mortificanti limiti. E peccato per quel pizzico di arroganza che ci porta a comportamenti serenamente evitabili.

Facciamo un esempio, che vivo direttamente ogni stagione. E questa è già cominciata sulla stessa onda…

La stagione è quella estiva, la zona è la Versilia, precisamente Marina di Pietrasanta, dove la maggior parte degli stabilimenti balneare ha la fortuna di avere uno spazio per il posteggio delle auto, a volte anche coperto, riservato alla clientela.

Torniamo ad uno dei tanti fine settimana estivi al mare, affollati. Un pomeriggio di sabato  in cui ho necessità di lasciare la spiaggia un po’ prima del solito, per un impegno non rimandabile. Al mattino ero arrivato per tempo ed avevo tranquillamente posteggiato l’auto negli appositi stalli del bagno, riservati alla clientela.

Mi incammino per prendere l’auto ma come sempre, il parcheggio è completamente occupato, auto in doppia, in triplice fila, di traverso, negli spazi necessari alla manovra. Insomma è impossibile andarsene se non vengono a spostare quantomeno due vetture. 

Apriamo una parentesi , per spiegare meglio, che la consuetudine è quella che chi parcheggia in una zona che intralcia l’uscita deve lasciare ben visibile sul tergicristallo un foglietto con il nome, il telefono ed il numero della tenda di spiaggia, per essere facilmente rintracciato. Questo avviene con il benestare dei gestori dello stabilimento.

Torniamo al fatto che stavo raccontando. Delle due vetture che non permettevano di andarmene, un proprietario lo rintraccio subito. L’altro invece  ci vogliono almeno 10 minuti . Al suo arrivo mi lamento, visto che ero in ritardo ! E lui come mi risponde ?  …Ma che fretta c’è, siamo  tutti al mare per rilassarci!…

Ogni commento a questa affermazione è superfluo, ma pensandoci bene ciò rientra nel concetto che generalmente il popolo italiano a quei diritti che sente propri,  non vuole, in nessun caso, rinunciare.

Io quando arrivo ai bagni, non perché sono più bravo degli altri, ma perché ritengo sia più corretto per il buon vivere comune, se trovo il parcheggio occupato vado a parcheggiare all’esterno, in una strada pubblica; c’è la possibilità di trovare posto tranquillamente, anche non a pagamento, in una zone riparata dal sole, a meno di 5 minuti di distanza a piedi dallo stabilimento balneare. Arrivo più tardi di altri, il parcheggio è pieno, allora devo cercare un altro posto dove lasciare la macchina. Punto e basta!

Posso giustificare chi ha dei problemi di deambulazione ed ha necessità di parcheggiare il più vicino possibile alla spiaggia (anche se la scocciatura di dover comunque andare a togliere l’auto in caso di intralcio, come pure la continua reperibilità sono elementi da non sottovalutare), ma non giustifico affatto chi questi problemi non ha. Anzi, molti di questi “parcheggiatori selvaggi” lasciano pure in custodia le chiavi a qualcun altro e poi vanno a fare la corsetta in tenuta sportiva lungo la passeggiata, vanno a passeggiare lungo la battigia o ancora meglio portano la bici di corsa per tornare a casa o interrompere un po’ la giornata al mare. Ma lasciar l’auto a pochi passi, fuori dallo stabilimento balneare è troppo faticoso e poi non è giusto, dato che il servizio di parcheggio è compreso nel prezzo.

E’ proprio vero quanto mi ha sempre detto mio zio Ascanio. La gente va in palestra per stare in forma, ma se deve parcheggiare l’auto a 200 metri dal luogo di destinazione, studia ogni stratagemma per non farlo. Quindi meglio parcheggiare la vettura nei pressi anche se in uno spazio angusto, con maggior stress di essere richiamato per spostarla, che parcheggiare un po’ più lontano, in apposito spazio,  senza problemi. 

Italiani brava gente, ma quanti limiti!

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