Islanda, c’è bonaccia, la nave rientra in porto

Islanda, un’isola straordinaria , modellata  da vulcani e ghiacciai. Un piccolo stato in Europa, con 320mila abitanti, parecchio a nord, fuori dal centro, dagli  affari e dalla politica.

imagesL’Islanda , per molti una nazione poco significativa, non è rimasta nell’ indifferenza generale .

Dal 2008 ad oggi una serie di eventi l’hanno mandata in altalena sui mercati finanziari e politici del continente,  come una barca in mezzo ad un mare agitato.

Ma gli occupanti della nave, i cittadini, sono rimasti sempre  con il loro autocontrollo, saldi , tenaci ed uniti nelle decisioni da prendere, anche nei  momenti di vera difficoltà.

Nel 2008 la crisi mondiale si fece sentire, pesantemente. La corona islandese fu di fatto espulsa dal sistema monetario internazionale.  Il debito andò al 108% del PIL , la borsa fu sospesa  ed alcuni istituti di credito fallirono. In pratica una bancarotta.

Nel  2009 il governo socialdemocratico bussò alla porta dell’Unione Europea chiedendone  l’ammissione,  forse spinta dal  momento concitato di crisi.

La nave stava vacillando, ma i naviganti rimasero aggrappati alle ringhiere,  in qualche modo al loro modo di pensare. La crisi causò gravi problemi per molti.  Si formarono comitati cittadini con i quali cui si chiedeva che a pagare fossero i reali colpevoli.  Stessa richiesta per le banche. I privati cittadini non volevano accollarsi i debiti di banche anch’esse private sull’ orlo del fallimento.images (1)

Allora fu votato un referendum, con risultato pressoché  totalitario in cui le banche in default non dovevano pesare sullo stato e pertanto sui  cittadini. E così avvenne.

Dopo anni di  dure ristrettezze per tutti ,  associate ad un piano di riorganizzazione generale, il nuovo governo di centro destra  ha varato provvedimenti  inusuali per rilanciare l’economia , soprattutto in aiuto delle famiglie.

Con il crollo di valore della moneta locale il debito delle famiglie era di colpo cresciuto. Allora il governo nazionale ha deciso di  cancellare parte dei debiti per  mutui di ogni famiglia, facendosi carico dell’onere. Questa decisione contrastata dalle principali organizzazioni finanziarie del mondo ( OCSE e FMI ), è andata ugualmente avanti.

Oltre a ciò il governo islandese ha deciso di abbandonare anche il percorso di adesione all’ Unione Europea, non ancora completato, che è stato definitivamente chiuso nel marzo di quest’anno (  in passato anche la  Norvegia si era proposta all’ Unione Europea e poi ci aveva ripensato ).

Oggi  l’economia islandese cresce,  i cittadini si ritengono liberi e sovrani  e così  gli interessi dell’Islanda possono essere seguiti in maniera autonoma , senza ingerenze,  sfruttando comunque quei  benefici comunitari  aperti anche agli stati non aderenti ( Schengen, Spazio Economico Europeo ).

images (1)La nave sta rientrando in porto, c’è finalmente bonaccia; le reti , alla fine comunque calate,  sono state recuperate e sono piene di risorse ittiche, vero fattore di reale ricchezza di una nazione, che seppur piccola, ha saputo mettere in primo piano gli interessi del proprio popolo , con decisioni spesso  contrastate  dai poteri forti del mondo economico e finanziario che, in questo caso però, non sono riusciti a prevalere.

 

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