Incendi: l’altra faccia della stessa medaglia

Speriamo che arrivi presto questa benedetta pioggia diffusa, non solo per la mancanza d’acqua, ma anche perché in Italia gli incendi ora devono cessare.

L’anno 2017 e soprattutto l’estate 2017 per gli incendi è stata tremenda, tutte le rilevazioni statistiche ci dicono che è andata peggio degli anni precedenti.

La mancanza di piogge, le alte temperature e l’abbandono dei boschi, hanno fatto da innesco per le migliaia di roghi sia accidentali che, nella maggior parte dei casi, dolosi.

Solo nella Regione Calabria, da metà giugno a metà agosto, sono stati segnalati circa 5mila incendi! Un numero impressionante che dà l’idea della vastità del problema.

Ma, nonostante che la situazione sia particolarmente grave, soprattutto nel sud Italia, il tema degli incendi boschivi e dei piromani appare, ai più, sottovalutato.

Lasciamo da parte di chi è la responsabilità dei roghi, che a seconda delle zone può essere diversa. Si pensa ai pastori, a chi è interessato a costruire nella zona, alle attività malavitose che hanno i più svariati interessi o vogliono distrarre l’attenzione, a chi si occupa delle attività di rimboschimento, fino alle persone con interessi nel settore, come i lavoratori stagionali.

Quello che più dà noia però è vedere nella gestione degli incendi, come in una medaglia, qualità positive ma anche e soprattutto qualità negative; più facce nella stessa medaglia. Positive con il duro lavoro di volontari, vigili del fuoco e protezione civile, che con pochi e vecchi mezzi si fanno in quattro per combattere il fuoco, con grosse difficoltà nello spegnimento di incendi che a volte possono durare anche una settimana. Negative, perché gli organi o le molte persone preposte alla gestione di queste emergenze sembrano sottovalutare o quasi disinteressarsi al problema, come fosse una questione di routine. Così dispiace vedere come il legislatore, non sembri interessato (perché troppo preso da questioni pre-elettorali) a modifiche normative ed a inasprimenti di pena.

Peccato inoltre constatare come i dirigenti delegati all’attività antincendio, anche quelli più vicini al problema da combattere, invece di cercare di prevenire il problema con piani antincendio, piani di attività di controllo, di avvistamento, di prevenzione e di tutela, andando a denunciare o rendendo pubbliche le eventuali inefficienze e le mancanze del sistema, oppure cercando adeguati e immediati aiuti nei momenti dell’emergenza incendi, anziché sollevarsi per risolvere la questione o portare il problema agli alti piani dei “palazzi”, sembrano quasi adagiarsi in un contesto dominato soprattutto dai tagli drastici al settore della prevenzione.

In Campani, in Sicilia, in Calabria, quest’anno gli incendi hanno devastato ampie zone. Da ogni zona, purtroppo, la popolazione ha raccontato quasi sempre la stessa la stessa storia: “…sul campo si è fatto un lavoro encomiabile..” ma “l’emergenza è stata sottovalutata dalla autorità locali…”. Incendi, l’altra faccia della stessa medaglia.

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